Fornitori Festa Unità non pagati. Tribunale decreta: il Circolo Pd deve pagare

di Antonio Amorosi

Un Pd in braghe di tela, come del resto quasi tutti i partiti. Il Pd di recente ha messo in cassaintegrazione 130 dipendenti del partito nazionale. Dopo la sconfitta alle elezioni 2018 vinte da M5S e Lega ha avuto altri esuberi tra Camera e Senato. Ma ci sono storie locali che mostrano una crisi profonda che ha intaccato anche i fortini inespugnabili del partito: l’Emilia.

A Bologna la Festa dell’Unità è traslocata dal gigantesco Parco Nord, dove per anni si sono svolte le kermesse, a BolognaFiere, ente partecipato dal Comune di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna (entrambi da sempre a guida Pd). Chi come i consiglieri regionali Michele Facci (ex Forza Italia, ora alleato con Matteo Salvini) e Silvia Piccinini del M5S hanno chiesto a BolognaFiere i termini contrattuali dell’accordo economico, visto che si tratta di una festa del partito che amministra città e Regione e perché BolognaFiere è partecipata dal pubblico, si sono sentiti rispondere che BolognaFiere agisce sulla base di logiche di mercato. Fiere ha spiegato di lavorare “in regime di concorrenza” e questo impedisce di rivelare i dettagli dei contratti poiché l’ente opera “con rischio di impresa a proprio carico”. Tutto legittimo ma “BolognaFiere avrebbe potuto fare uno sforzo di trasparenza di più”, ha replicato Facci, visto che non si tratta di “una manifestazione commerciale” ma anche perché nel cda di BolognaFiere ci sono diversi esponenti vicini o ex Pd.

Anche a Reggio Emilia la festa dell’Unita è traslocata. Per la prima volta dopo oltre 40 anni non si terrà più al gigantesco Campovolo ma in un’area dell’Ente Fiera di Reggio Emilia, molto più piccola e più marginale essendo nel quartiere industriale di Mancasale. Qui Fiera di Reggio Emilia è guidata da una cordata di imprenditori privati, dopo che una società partecipata anche dagli enti pubblici nel 2016 ha presentato la procedura di concordato preventivo (una procedura concorsuale del diritto fallimentare)

La festa alla Fiera di Reggio Emilia è gestita dal Circolo Festa Reggio del Pd. Già l’anno scorso Cagna & Benelli, il fornitore della frutta per il settore ristorazione della Festa, aveva presentato un decreto contro il circolo per farsi pagare circa 8.000 euro, che restavano dal debito iniziale di 28.000 euro. Cagna & Benelli avevano riferito di aver trovato in precedenza un accordo con la Festa di Reggio, raccontò a Il Resto del Carlino la titolare Raffaella Cagna, ma alla fine nessuno di quelli de la Festa di Reggio aveva effettuato il pagamento.

Qualche giorno fa la società privata proprietaria degli hotel Best Western Classic Hotel e all’Holiday Inn di Reggio ha presentato un ricorso simile, un decreto ingiuntivo, perché non era stata pagata dal Circolo Festa di Reggio per la kermesse 2016 (gli ospiti avevano alloggiato negli hotel). Il 13 luglio 2018 il Tribunale di Reggio ha riconosciuto la ragione dei privati a cui il Circolo dovrà pagare poco più di 9.000 euro di spese più gli interessi. Nel 2016 moltissimi big del Pd hanno partecipato alla kermesse (non è chiaro se qualcuno di loro abbia pagato di tasca proprio l’alloggio in albergo o se tutti siano stati ospiti a spese del partito; ma sicuramente chi era di Reggio Emilia non avrà alloggiato in albergo). Nel decreto viene comunque detto esplicitamente che dopo due anni i privati, per i documenti prodotti risultavano aver un “credito… certo, liquido ed esigibile” nei confronti del Circolo Pd Festa Reggio ma sono rimasti senza pagamento. Il Circolo potrà comunque ricorrere contro la decisione del Tribunale. Per la cronaca quest’anno la Festa dell’Unità di Reggio Emilia avrà come evento centrale il concerto del cantautore di origini catanesi Lorenzo Fragola.

Il deputato reggiano della Lega Gianluca Vinci ha commentato così la vicenda ad Affaritaliani: “Nella città di Graziano Delrio il Pd da sempre decanta ottimi risultati di questa festa, parla di festa della città, tanto da averla chiamata quando ancora era presso il Campovolo, Festa Reggio, poi oggi saltano fuori debiti di due anni fa quando peraltro il Pd era forte e al Governo. Non è giusto far pagare alle imprese locali i debiti del Pd. I dirigenti del partito dovrebbero impegnarsi al pagamento di tutti i debiti fatti dal partito per le sue feste, tutti, dai segretari locali fini a Martina”

www.affaritaliani.it

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