Civiltà Occidentale e Islam – Manifesto di CONTRO – JIHAD

di Giancarlo Matta

Ogni Paese dell’Occidente è alle prese -anche- con gravi problemi correlati alla crescente diffusione dell’ “islam” al proprio interno.
Oggi, ciò che definisco un movimento civilizzazionista (perché cerca di contribuire a salvare la Civiltà Occidentale da un declino apparentemente irreversibile) ha grande valore ed importanza : significa che, restando nel quadro dello Ordinamento Giuridico esistente, vi sono alcune (non molte) persone in grado di intendere, assumere e sviluppare questa iniziativa. Persone eminenti e con le carte in regola – la biografia, le conoscenze, le capacità, i mezzi e soprattutto la volontà – per organizzare una Rete Informativa civilizzazionista contro la minaccia islamista (in merito alla quale i politici esistenti, in prevalenza, non si sentono ancora obbligati ad intervenire seriamente), diffondendone la consapevolezza.
Una Rete Informativa civilizzazionista che tuteli e dia voce a quella sorta di “maggioranza spesso dimenticata o trascurata” talvolta impreparata, la quale forma tutto sommato una sorta di primaria struttura portante della nostra società moderna.
La sua attivazione pone l’accento sulla estesa (e oltremodo giustificata) disaffezione tra tanti concittadini e la già vasta parte dirigente “progressista” della Politica, mostrando come la legittima e motivata critica mossa all’islamismo abbia, per contro, reso quella “vecchia casa” politica praticamente non più accogliente. Pone l’accento su come il “filo-islamismo” sia diventato parte integrante della visione (e non di rado del programma) di molti nostrani dirigenti progressisti di sinistra. Si è arrivati al punto che la sinistra politica moderna volta le spalle ai propri sostenitori se essi prendono pubblicamente -e con ottime ragioni- le distanze dall’ Islam.

Attenzione : è ragionevole affermare che Islam e islamismo siano due facce della stessa medaglia. L’islamismo non è che l’attuazione politica della dottrina dell’Islam. L’islamismo costituisce l’unica vera forma pratica di Islam; interpretazioni più moderate non sono valide e non sono confermate nella realtà dei posti dove esso domina (cfr Corano – Sura 18; Versetto 27).

Strano : quando ci si oppone a una organizzazione “religiosa” obiettivamente qualificabile come di “estrema destra” che dove comanda adotta le pene corporali e la pena capitale, discrimina e schiavizza le donne, incarcera e tortura i dissidenti, giustizia gli omosessuali, sopprime gli apostati, mutila ritualmente i minori, trucida i prigionieri, esalta la violenza, eccetera = si rischiano grane. Si passa pure per “razzisti” : ma che c’entrano le “razze” con l’ Islam ? Questo accade anche perché la dirigenza della sinistra “moderna” ha adottato nuove priorità.

Non preoccupandosi più né dei diritti delle classi lavoratrici e delle donne, né della tutela di minoranze miti, deboli e vulnerabili, né del sostegno alla sicurezza e alla laicità dello Stato; la “nuova” sinistra che finge di rivolgersi alla classe media (un tempo si rivolgeva al proletariato italiano che oramai è praticamente quasi scomparso, salvo il “proletariato di ritorno” prodotto da una crisi economica della quale la “sinistra moderna” a torto o a ragione è la principale responsabile : ma quel “proletariato di ritorno”, della sinistra giustamente non ne vuol più sapere) è capace soltanto più di offrire una sorta di cibo-ideologico scaduto, anzi ammalorato. In altre parole, la economia dei grandi centri finanziari a-nazionali è ora passata in primo piano rispetto alla questione sociale nazionale.

La “gente” -per i dirigenti “progressisti”- ha lasciato il posto agli spietati affaristi laureati apolidi. E la deplorevole attitudine catto-comunista al “fifo-islamismo” è coperta da un precario strato di intonaco storicistico/relativista. Fortunatamente, se la libertà di espressione ha subito una sorta di pelosa auto-censura tra molti nostri politici, essa continua legalmente ad esistere e a valere in qualche forma tra la gente comune.

E così ci rivolgiamo a queste persone ordinarie per dire loro che è ora necessaria una “rivoluzione conservativa” : il solo modo in cui l’islamismo sarà affrontato, e potrà essere definitivamente sconfitto, è rafforzare il potere della gente attraverso la diffusione della conoscenza sulla forza che ci affronta, e la consapevolezza della nostra superiorità in campo etico. Noi dobbiamo usare il nostro voto e il nostro diritto di difendere la nostra Società e la nostra Civiltà esigendo da parte delle cariche politiche la attuazione di ogni legittima difesa politica e giuridica, la tutela dei nostri Valori Etici, e la denuncia di certi politici opportunisti, codardi, reticenti o addirittura conniventi.

Sosteniamo la libertà personale, la limitazione della invadenza della Pubblica Amministrazione nella vita dei Cittadini, la responsabilità personale dei membri del Governo, il selezionamento e contenimento della immigrazione (con pronta espulsione dei migranti che delinquono o che si palesano non integrabili e/o tendenzialmente ostili) e la severa difesa della Civiltà Occidentale dalle profonde radici Greco/Romane, e laica. Siamo favorevoli al mercato libero e a un forte settore pubblico ma rigorosamente limitato e riservato ad alcuni settori essenziali.

In linea con questo profilo, il Contro-Jihad non è né di sinistra né di destra, ma rappresenta la cosiddetta “ampia maggioranza” civile nazionale attuale, contro l’arroganza di una élite autoreferenziale che considera tutti i cittadini completamente incapaci di comprendere la realtà.
Visto in quest’ottica, Contro-Jihad ha =
UNO scopo strategico = interdire la islamizzazione d’Italia.
TRE finalità =
far conoscere la omonima Rete Informativa al grande pubblico,
documentare il serio problema civilizzazionale,
delineare le proprie tattiche, ovvero :
1.=Asserire la necessità del ripristino di un Governo responsabile ed il ritrasferimento del potere dalle illegittime istituzioni internazionali (l’Unione Europea filo-islamica e altre congreghe…) allo Stato-Nazione.
2.=Esigere la stessa Legge per tutti, ponendo così fine alla tolleranza di “pratiche islamiche illecite e dannose” pretesa adducendo il pretesto della “libertà religiosa”.
3.=Insegnare ai giovani nozioni positive sul proprio Paese e sulla propria Civiltà.
4.=Tenere d’occhio assiduamente e severamente le organizzazioni islamiche per rilevare e denunciare eventuali segni di attività pericolose.

Passare in rassegna le atrocità commesse dal flagello della barbarie islamista in Occidente, e valutare i danni enormi prodotti da una demenziale, criminale politica catto-comunista (pressoché comune a tutti i Paesi Occidentali : mal comune…), consente di documentare i mali arrecati congiuntamente dalla aggressione dell’ islamismo e dalle politiche “progressiste” riguardo alla sicurezza pubblica, alla libertà di espressione, alla tutela delle donne e dell’omosessualità, alla difesa della famiglia naturale, alla istruzione scolastica, alla protezione degli animali, all’economia (e non solo).

Teniamolo sempre presente: dove e quando sono minacciate la nostra Civiltà, la nostra Libertà, la nostra incolumità, colà e allora la moderazione non è più una virtù.
Compresa correttamente la natura del nemico (e di chi tra noi lo favoreggia), possiamo combatterlo con le tattiche appropriate e vincerlo.

Considerato e attuato quanto esposto, forse il futuro della Civiltà italiana presenterà prospettive meno cupe rispetto a quelle di altri Paesi dell’Occidente.
Affermiamo pertanto che questo movimento contribuisce alla causa civilizzazionista di cui c’è bisogno, e contribuisce a plasmare secondo una etica positiva il futuro del nostro Paese.

GIANCARLO MATTA = IL POLEMISTA POLEMOLOGO

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