Auto bruciate e rapine, scorribande dei senegalesi a Fermo

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Prima sono scesi in strada per bruciare alcune auto, poco più tardi, armati di coltello, hanno rapinato un automobilista. Squilli di rivolta a Lido Tre Archi e questa volta non dalle solite bande di nordafricani, ma dal clan dei senegalesi, un etnia che nel quartiere è sempre stata tra le più pacifiche. Cosa sta accadendo in realtà?

Secondo le testimonianze dei residenti, ad entrare in azione è stato gruppetto di senegalesi legati ad un personaggio di spicco della malavita organizzata italiana, attualmente in carcere. Senza un motivo apparente, il clan di africani hanno preso di mira alcune auto in via Saragat, parcheggiate nel complesso residenziale R14 – palazzina dove vive gran parte di loro – e hanno tentato di dargli fuoco. Gli incendi, fortunatamente, sono stati domati sul nascere, senza conseguenze gravi. Poco più tardi, intorno alle 19, alcuni dei senegalesi si sono spostati in via Nenni e qui, uno in particolare, ha fermato una vettura che aveva da poco attraversato il ponte che collega Porto Sant’Elpidio a Lido Tre Archi, ha puntato il coltello alla gola del conducente e si è fatto consegnare portafogli e denaro. La vittima, un turista del Nord Italia, ha subito lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia.

Le forze dell’ordine hanno iniziato a setacciare la zona centimetro per centimetro, ma dell’autore del colpo e dei suoi complici, nessuna traccia. Il quartiere, dopo questi fatti, è stato letteralmente blindato. Residenti, e soprattutto villeggianti, hanno paura e sono barricati nelle loro abitazioni.

La sensazione è che la guerra tra clan appartenenti alle varie etnie stia dilagando e i contrasti all’interno del quartiere si stiano allargando a macchia d’olio.
Rapine ai passanti, spaccio e prostituzione, sono ormai da tempo all’ordine del giorno a Lido Tre Archi, ma l’azione messa in atto dal clan dei senegalesi ha tutte le sembianze di un’offensiva organizzata.

10 agosto 2018

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