Pamela Mastropietro, la Procura contro Oseghale: “coltellate fatali”

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Macerata, 2 agosto 2018 – «Oseghale è scoppiato in lacrime durante l’interrogatorio: assicura di non avere ucciso lui Pamela Mastropietro, ed è pentitissimo di non aver chiamato l’ambulanza. Lei si sarebbe salvata, e lui non sarebbe in carcere. Ma su una cosa è convinto: quando è rientrato in casa, Pamela era già morta».

Su questo invece la procura la vede in maniera opposta, come scrive ilrestodelcarlino.it

«Il nostro consulente tossicologico, il professor Rino Froldi, ha escluso categoricamente che Pamela sia morta di overdose – ha ribadito il procuratore capo Giovanni Giorgio. A ucciderla sono state le coltellate al fegato, inferte quando era viva». A sostegno di questa ricostruzione, la procura ha le valutazioni del tossicologo, secondo il quale l’eroina ha fatto in tempo a raggiungere gli organi del corpo, dunque non ci sarebbe stato il classico choc immediato dell’overdose. Inoltre, le lesioni alla testa e al fegato sono infiltrate dal sangue, come ha rilevato il professor Mariano Cingolani, medico legale, e questo vuol dire che il corpo era ancora vitale quando le ha ricevute.

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