Utero in affitto, Vendola attacca il ministro Fontana “ignoranza e di intolleranza”

“Ritorno di fiamma del razzismo contro stranieri, rom e gay”: Nichi Vendola non usa mezzi termini per commentare le dichiarazioni del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, che ieri in Parlamento aveva dichiarato che il diritto di famiglia italiano non può riconoscere alle coppie dello stesso sesso la genitorialità di bimbi concepiti all’estero tramite pratiche come la maternità surrogata o la fecondazione eterologa.

Vendola nel 2016 con l’allora compagno Ed Testa ebbe un bambino in Canada, nato grazie alla tecnica dell’utero in affitto da una donna indonesiana con passaporto americano.

A lungo l’ex governatore della Regione Puglia ha denunciato che a causa del quadro legislativo vigente in Italia il piccolo Tobia – così si chiama infatti il figlio – si trova in un limbo giuridico.

Ora di fronte alle dure prese di posizione del governo si trova spiazzato e decide di reagire contrattaccando su tutto il fronte: “Le parole di Fontana – sottolinea in un post su Facebook- risuonano in questo contesto. Sono frutto di ignoranza e di intolleranza. Purtroppo per lui, nessuno potrà cancellare le nostre famiglie e i nostri figli”.

Dalla Puglia, sul tema, è intervenuto anche il sindaco di Bari e presidente dell’Anci Antonio Decaro, del Pd: “I sindaci, ancora una volta, hanno avuto il coraggio di imporre all’attenzione generale un tema sul quale il legislatore è in ritardo e come sindaci diciamo no a bambini di serie B. Diritti e tutele sono obbligo dello Stato”.

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