Saviano insulta Salvini per alimentare il culto di se stesso

di Vittorio Sgarbi

Seduto comodamente dietro una scrivania,imbellettato come uno sposino, da qualche parte nel mondo, davanti a un Pc, il “santone” Roberto Saviano diffonde quotidianamente i suoi proclami solidaristici. Ovviamente a parole. E, con una violenza verbale che ne rivela l’indole bullesca, mentre dice a Salvini: «Confessi : quanto piacere le dà la morte inflitta dalla guardia costiera libica?», sulla sua pagina Facebook pubblicizza (a pagamento ? ) un documentario di «Netflix» (Tv in streaming a pagamento) su se stesso dal titolo «Saviano, uno scrittore sotto scorta». Con un sommario che aggiunge: «Il conduttore Tv Pif racconta Roberto Saviano, che vive sotto scorta dalla pubblicazione di “Gomorra”, il suo bestseller sulla criminalità organizzata di Napoli»

Il solo che vive della «strategia della paura» è proprio Saviano. Con un chiaro obiettivo: alimentare il culto di se stesso. Nell’attesa del prossimo documentario. Del prossimo “bestseller” . Magari di una prossima trasmissione televisiva. Magari in coppia con «Pif», il pifferaio magico dell’antimafia che dà da mangiare.

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