Querela su carta intestata del Viminale. Salvini porta Saviano dal giudice

La querela è stata messa nero su bianco e depositata. A firma di Matteo Salvini. Contro Roberto Saviano. Su carta intestata del Viminale e presentata “in quanto ministro dell’Interno”.

In un post l’autore di Gomorra, condannato per plagio, aveva chiesto al ministro di “confessare” quanto “piacere le dà la morte inflitta dalla guardia costiera libica, sua (mi fa ribrezzo dire ‘nostra’) alleata strategica”.

“Ho querelato Saviano, come promesso. Accetto ogni critica, ma non permetto a nessuno di dire che io aiuto la mafia, una merda che combatto con tutte le mie forze, o di dire che sono felice se muore un bambino. Quando è troppo, è troppo.”, dice Salvini.

Naturalmente, la guardia costiera libica non infligge morte a nessuno e la Ong Open Arms, che aveva diffuso la notizia, è scappata in Spagna temendo di finire sotto inchiesta.

Nell’atto si fa notare come la questione abbia avuto un forte impatto mediatico sulla stampa nazionale e straniera e si sottolinea come le dichiarazioni siano “al di fuori di qualsivoglia esercizio lecito del diritto di critica – non potendosi certo parlare di diritto di cronaca – in quanto vi è una gratuita aggressione alla mia persona, infamante ed umiliante, travalicandosi palesemente il legittimo limite del dissenso sulle iniziative amministrative poste in essere dal Gabinetto a cui appartengo”.

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