Titolò “Questo è l’Islam” dopo l’attentato a Charlie Hebdo: Belpietro assolto

L’accusa (ridicola) era di vilipendio verso coloro che professano la religione islamica, ma per il giudice di Milano il fatto non sussiste. Maurizio Belpietro non offese i musulmani né la religione islamica quando titolò “Questo è l’Islam”, sul quotidiano Libero, l’8 gennaio 2015, all’indomani dell’attacco terroristico al settimanale satirico francese Charlie Hebdo a Parigi.

Ieri, infatti, il giudice di Milano Ombretta Malatesta non ha accolto la richiesta del pubblico ministero Piero Basilone a condannare il giornalista, ora direttore de “La Verità”, a pagare una multa da 7.500 euro.
La tesi dell’accusa era che Belpietro dovesse rispondere di vilipendio verso i musulmani con l’aggravante della finalità di discriminazione e odio religioso.

Non è la prima volta che Belpietro viene assolto dall’accusa di vilipendio all’Islam o ai musulmani: era già accaduto per il titolo “Bastardi islamici”, sempre su Libero, dopo l’attentato al Bataclan di Parigi. A rappresentare l’accusa era stato anche in quell’occasione il pm Piero Basilone. Belpietro si era difeso sostenendo che “bastardi” fosse il sostantivo per qualificare i terroristi e che “islamici” fosse l’aggettivo per qualificare la matrice dei soli terroristi attentatori e non della totalità di chi professa la fede islamica.

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