Firenze, assessore comunista: diritto al burkini nelle piscine

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Le battaglie dei comunisti progressisti: aprire le piscine ai burkini.

“Una donna araba con indosso il burkini è stata invitata ad uscire dalla piscina, mentre faceva il bagno col suo bambino” nella piscina comunale Costoli di Firenze. Lo ha riferito in Consiglio comunale, Miriam Amato, consigliera di Potere al Popolo che ha spiegato di aver assitito personalmente all’accaduto.

(In certi casi, per combinazione!, c’è sempre un comunista che fa da testimone alla provocazione e se ne infischia delle norme igieniche applicate in tutte le piscine dei Paesi civili.)

La Amato, da buona comunista, finta progressista, chiede

“all’assessore allo sport di inviare una circolare alle piscine comunali per garantire il diritto alla balneazione delle donne con il burkini, perché è inaccettabile quello che è accaduto sabato alla Costoli”.

Amato ha spiegato che la donna è stata “invitata dal bagnino a lasciare la piscina dei bambini mentre faceva il bagno col figlioletto di nemmeno un anno. Una scena umiliante per la donna”.

Il Comune precisa: non si è trattato di un allontanamento, una volta capito l’equivoco, cioé che il burkini sarebbe un costume da bagno e non un abito, la signora ha continuato ad usufruire regolarmente della piscina.

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