Il re è nudo. Immigrazione, una psicosi collettiva fondata su una bugia alimentata da imbroglioni

di Giampaolo Rossi  – – blog.ilgiornale.it/rossi

C’era una volta un sovrano arrogante e vanitoso che spendeva tutti i suoi soldi in vestiti; il suo narcisismo era tale che “egli possedeva un vestito per ogni ora del giorno”.

Un bel dì arrivarono alla sua corte due impostori fingendo di essere abili sarti e tessitori che avevano creato la stoffa più bella del mondo; talmente bella e pregiata che poteva essere vista solo dalle persone più capaci mentre rimaneva invisibile agli stupidi e agli incompetenti. I due impostori furono così abili nel manipolare la vanità dell’Imperatore e il servilismo dei suoi sudditi da convincere tutti che quella stoffa era reale. E così l’Imperatore affidò loro l’incarico di tessere il più grandioso vestito che lui avesse mai avuto.

Gli impostori si misero a lavoro realizzando una stoffa che nessuno poteva vedere semplicemente perché non esisteva, ma che tutti fingevano di vedere per non essere giudicati stupidi o incompetenti; ministri, funzionari, cavalieri e persino lo stesso sovrano elogiavano il lavoro apprezzando quei telai vuoti, quei colori che gli impostori descrivevano ma che nessuno vedeva.

“Tutti in città sapevano che straordinario potere avesse quella stoffa e tutti erano ansiosi di scoprire quanto stupido o incompetente fosse il loro vicino”.

E così il Re, per non ammettere di essere lui stesso stupido, decise di vestire la veste inesistente il giorno del Gran Gala e di sfilare davanti al popolo con quell’abito “così leggero che sembrava di non portare nulla sul corpo”.

Iniziò la sfilata e l’imperatore guidava il corteo vestito di nulla, solo di una grande bugia; ed il popolo applaudiva facendo finta di vedere la straordinaria veste che il sovrano indossava.
Ad un certo punto “un bambino” con l’arroganza dell’innocenza ed il coraggio dell’incoscienza urlò: “ma il Re non ha niente addosso!”.
Il re era nudo! Eppure lui, per non passare da stupido continuò a sfilare con i suoi paggi che gli sorreggevano un inesistente strascico.

Questa è, più o meno a parole mie, la favola scritta da Andersen. Il sunto che vi ho fatto è lungo ma è la migliore metafora dell’Europa di oggi di fronte alla crisi dell’immigrazione: una psicosi collettiva fondata su una bugia alimentata da imbroglioni.
C’è la stupida vanità dei governi europei.
Ci sono gli impostori che fanno credere al mondo che l’immigrazione sia quello che non è.
C’è il popolo che “è costretto” a credere a quello che dicono gli impostori per non passare per pazzo.
E infine c’è un bambino che improvvisamente svela il grande imbroglio.

Da anni sull’immigrazione manipoli di impostori politici, intellettuali e mediatici ci raccontano menzogne a cui noi facciamo finta di credere per non essere tacciati di razzismo, xenofobia, intolleranza, disumanità; per non essere cacciati dal consesso civile del politically correct, per non sembrare inadeguati al nuovo tempo della globalizzazione.

E allora proviamo a fare un gioco: vediamo quali sono le grandi menzogne messe sul telaio di una inesistente stoffa; chi sono gli impostori; chi è il bambino che li ha smascherati

LA STOFFA INVISIBILE

  1. La prima bugia sulla stoffa invisibile è che l’immigrazione sia un destino storico, un processo irreversibile. Non lo è. Forse può essere un’opportunità per l’Europa e per l’Africa se controllata e limitata; di sicuro è una minaccia se lasciata fuori controllo e gestita da bande di schiavisti planetari come sta avvenendo in questi anni. Può essere foriera di arricchimento culturale se resa capace di integrarsi nella nostra civiltà; di sicuro è devastante per la nostra società se, in nome di un astratto e stupido multiculturalismo, si consente a culture incompatibili con l’Occidente di crescere e prosperare in casa nostra.
  2. La seconda bugia è che gli immigrati sarebbero profughi che fuggono da guerre ed è quindi nostro dovere accoglierli; la stragrande maggioranza non fuggono né da guerre né da persecuzioni e molti quelli che approdano sulle nostre coste vengono da paesi il cui tenore di vita sta migliorando con tassi di crescita superiori ai nostri.
  3. La terza bugia è che gli immigrati salveranno le nostre economie pagandoci le pensioni in futuro mentre in realtà vanno a riempire la sacca di una forza lavoro a basso costo, aumentando spazi di sfruttamento e riduzione di diritti; esattamente quello che vuole l’élite mondiale per attuare il progetto di questa globalizzazione anche in Occidente.

Il bambino che ha gridato “il re è nudo!”, smascherando gli impostori dell’immigrazione, in realtà è una bambina: si chiama Italia

GLI IMPOSTORI
In questa storia, gli impostori sono molti più di due. E chi sono?

  1. I politici come Macron; leader bugiardi che guidano le loro nazioni non per gli interessi del popolo che rappresentano ma per quelli dell’élite che li ha messi a governare. È stato un governo francese (con quello Usa di Obama) a scatenare la guerra criminale in Libia distruggendo uno stato sovrano e aprendo il vaso di Pandora dell’esodo biblico nel Mediterraneo. Sono stati i governi francesi a chiudere i loro porti e ad attuare una politica di respingimento dei migranti che non ha avuto pietà neppure delle donne incinte e malate di tumore.
  2. Gli impostori sono anche quelli come Saviano, gli imbonitori delle masse ad uso del mainstream; i malavitosi dello spirito, i corruttori della verità che manipolano dati e scenari per mascherare il vero volto di questa immigrazione; insomma la Canaglia schiavista
  3. Gli impostori sono quelli delle Ong (almeno buona parte di loro) perché oggi è chiaro che esse non salvano migranti dispersi in mezzo al mare, ma li vanno a prendere a largo delle coste libiche e tunisine accordandosi con scafisti e mercanti di schiavi (come documenta questo clamoroso servizio di Report di un anno fa relativo proprio alla nave Aquarius). Ong che sono organizzazioni super-finanziate con miliardi di dollari dalle fondazioni dell’élite globalista, che si muovono con navi super-moderne e costosissime, con a bordo personale super-pagato (altro che volontari) e che fanno il lavoro sporco di reclutamento di manodopera a basso costo da iniettare nel mercato europeo per ingigantire negli anni una massa lavoro da utilizzare nei nuovi processi produttivi.
  4. Gli impostori sono quelli come George Soros, i manovratori della globalizzazione, quelli che scatenano rivoluzioni colorate, guerre civili e alimentano l’immigrazione in nome di una Società Aperta (Open Society) che di Karl Popper non ha nulla ma è solo il rivestimento retorico di una élite famelica che punta a distruggere gli Stati nazionali e le sovranità

IL BAMBINO
Il bambino che ha urlato “Il re è nudo!”, in realtà è una bambina; si chiama Italia. È lei che ha deciso di non partecipare più alla ridicola sfilata, di mettersi davanti al re dell’illusione e di urlare: “Sei nudo!”.

Ha chiuso i suoi porti non per odio nei confronti degli immigrati, ma per odio nei confronti dei mercanti di schiavi che di quegli immigrati si cibano per i loro disegni di dominio e di potere. Ha chiuso i suoi porti non per disumanità propria ma per rendere visibile la disumanità degli altri.

Così facendo ha fatto esplodere le contraddizioni dell’Europa solidale e umanitarista a parole ma che in questi anni ha girato la testa mentre quella bambina da sola si faceva carico dell’esodo migratorio e dell’accoglienza; oltre 4 miliardi di euro spesi solo lo scorso anno contro 80 milioni di contributi UE; un’elemosina umiliante che solo i governi di sinistra genuflessi ai potentati stranieri ed incapaci di difendere interessi nazionali hanno supinamente accettato; e che il nuovo governo italiano di Conte e Salvini ha deciso di smascherare difendendo la nostra dignità ed il nostro ruolo in Europa.

La favola ha svelato la sua verità. Ora spetta a noi decidere se continuare il Gran Gala della menzogna (come fece il re del racconto di Andersen) oppure interrompere questa finzione cambiando le regole e cacciando a calci dalla nostra Europa gli impostori smascherati.

 

Condividi l'articolo

 



   

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2018 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -