Pd, insulti feroci di Delrio al premier Conte: “non faccia il pupazzo”

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Tutta la villania del Pd in un discorso violento di Delrio contro il premier, dal quale sembra scaturire un fiume di veleno e odio inspiegabile.

Presidente “Conte non venga a parlare in quest’aula di cose che non conosce, sia umile. Studi, abbia umiltà di studiare, non venga qui a fare lezioni. Prima, studi lei”. E’ quanto ha detto Graziano Delrio nelle dichiarazioni di voti del Pd, citando leggi già fatte su proposte annunciate dal premier Conte. “Il nostro augurio è che non faccia il pupazzo nelle mani dei partiti (ma la democrazia è proprio questo, ndr). Il vostro programma è pieno di promesse irrealizzabili. Un libro dei sogni che temiamo possano diventare incubi per le famiglie, le imprese e la credibilità del Paese”, ha aggiunto il capogruppo del Pd.

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IL FRATELLO DI MATTARELLA – “Piersanti, si chiamava Piersanti”. Graziano Delrio riprende Giuseppe Conte che nel suo intervento alla Camera citando il fratello del presidente Sergio Mattarella, assassinato dalla mafia, la ha definito “un congiunto” del capo dello Stato.(ma congiunto vuol dire proprio familiare, ndr) “Si chiamava Piersanti”, scandisce Conte tra la standing ovation dei deputati Pd. Francesco D’Uva, neo capogruppo del M5S replica definendo “meschino strumentalizzare i nomi delle vittime delle mafia per strappare applausi in quest’Aula”.

L’ACCUSA DI POPULISMO – “Presidente Conte, lei si presenta dicendo che è l’avvocato degli italiani, come rappresentante del popolo contro le elite. Ha rivendicato di essere populista ma in nome del popolo in questo Paese sono stati commessi delitti orrendi, approvate leggi razziali, in Europa sono stati commessi genocidi. Tutti i grandi dittatori lo fanno in nome del popolo. Parlo della storia e non di voi”.

IL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE – Presidente Conte “lei non è qui per concederci il privilegio di vederla osservare la Costituzione: lei ha il dovere di osservare la Costituzione”. “Riprenda quel contratto che ha sul tavolo e lo riscriva – conclude Delrio -. E quella lista di ministri, la rifaccia daccapo, perché nella Costituzione c’è scritto” che spetta al premier decidere programma e ministri. “Anzi, quel programma lo metta da parte perché nella Costituzione c’è scritto che i provvedimenti devono avere coperture”. ADNKRONOS

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