Fassina (Leu): “Sto con Savona. La sinistra porta l’Italia al baratro”

C’è vita a sinistra. Abbiamo parlato della difficile situazione politica con l’ex viceministro ed economista del governo Letta, Stefano Fassina, che nelle scorse ore ha appoggiato la candidatura di Paolo Savona all’Economia e criticato chi a sinistra parla di battaglia finale contro i barbari del M5S e della Lega.

Antonio Amorosi per affaritaliani.it

Lei Fassina è uno dei pochi a sinistra che si è speso in favore del professor Paolo Savona. Perché?

Il 4 marzo si è espressa una scelta di radicale discontinuità rispetto alle politiche neoliberiste dell’eurozona. Milioni di italiani delle fasce deboli hanno votato M5S al Sud e Lega al Nord. C’è un profondità di problemi che non si può rimandare. Savona è una persona autorevole e competente, è l’uomo giusto per forzare le regole europee. E in più conosce anche i nostri limiti e i nostri pregi.

Quali regole europee sono dannose?

E’ in generale l’impatto mercatilista europeo che non funziona e segue un’idea culturale estremista neoliberista. C’è un deficit di domanda interna e un soffocamento delle piccole e medie imprese. Guardi ad esempio al danno che ci possono arrecare le regole europee scritte nel fiscal compact… ma non è la sola.

Crisi delle imprese, mancanza di lavoro, povertà. La crescita arranca ma si pensa sempre ad aumentare la tassazione per sanare il debito…

Il problema fiscale esiste ed inasprire la tassazione non è indicato. Non è questa la strada. Come ad esempio è stato fatto con il governo Monti che ha addirittura causato un aumento del debito di 12 punti percentuali visto che quelle politiche di austerity hanno provocato una crollo del Pil.

Perchè secondo lei la sinistra non intercetta più le sofferenze della gente?

La sinistra è stata per anni a rimorchio di una europeismo liberista che ha perseguito gli interessi dei più forti. A questa tornata elettorale hanno votato per la sinistra solo i benestanti. Bisogna invece parlare ai ceti più deboli e stare dalla parte di chi esprime queste sofferenze. Occorre mettere in piedi una battaglia culturale per tornare ad un principio di realtà. Il mio appoggio a Savona è un tentativo di andare in questa direzione.

Molti parlano di un rischio default dell’Italia. E’ credibile?

Se le massime cariche istituzionali o gli opinion leader alimentano la ‘narrazione’ che le prossime elezioni politiche sono un referendum tra permanenza o uscita dall’unione europea, permanenza o uscita dall’Euro, permanenza o uscita dall’occidente è chiaro che i risultati possono essere devastanti. Editoriali come quello di ieri di Romano Prodi sul Messaggero che appunto propone le prossime elezioni come un referendum di tali caratteristiche o la proposta di Calenda di costruire una fronte repubblicano vanno in questa direzione. Contribuire a dire che l’Italia è in preda ai barbari non fa altro che prolungare questa fase di crisi con effetti che non possiamo prevedere. Bisogna invece riconoscere la gravità dei problemi e la necessità di fare delle forzature ragionevoli, consapevoli alle regole europee. Parlare invece di battaglia finale tra civiltà e barbiere è chiaro che ci porta a fondo. Questo lo dovrebbero capire Prodi, Calenda e il partito democratico che con questa impostazione contribuiscono a portare l’Italia nel baratro.

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