Ostia: pestaggio brutale con rapina a due 14enni, si cercano banditi dell’Est

Ostia: 14enni rapinati e pestati dal branco nella pineta Acque Rosse

Ostia diventa scenario di un pestaggio, brutale, con rapina. È successo nel pomeriggio del 18 maggio nella pineta delle Acque Rosse. Vittime due amici, due 14enni poi soccorsi all’ospedale Grassi. A raccontare i fatti a RomaToday è Gianni, papà di Daniele, uno dei due ragazzi pestati e rapinati.

Erano le 14, siamo in una zona trafficata, nell’area verde che costeggia via delle Azzorre e alle spalle ha il Cineland. Un tratto di Riserva Naturale balzato già agli onori della cronaca per incendi e per sgomberi di insediamenti abusivi.

Daniele, insieme al suo amico Marco, stavano prendendo una scorciatoia verso il cinema, quando sono stati avvicinati da tre individui: “Ehi, avete una sigaretta?”. “Mio figlio e l’amico sono due ragazzi tranquilli, neanche fumano. Lì passano tante macchine non capisco come nessuno abbia visto nulla”, racconta papà Gianni. Uno del branco blocca Marco mentre gli altri due si occupano di Daniele. Il più grande, un ragazzone di 1,80 metri secondo il racconto dei ragazzi, “parla da capo”. In poco tempo dalle parole si passa ai fatti.

“State zitti, sennò torniamo con i coltelli”

Marco viene messo faccia a terra dal violento che lo aveva preso alle spalle. Gli altri due prima schiaffeggiano Daniele, poi gli scippano la collanina d’oro. I due 14enni tentano una reazione e la fuga, ma la furia della gang si manifesta. Pugni al volto e calci all’addome. Più volte.

Il branco, dopo aver messo ko i ragazzi, li ripulisce dell’orologio, un braccialetto ed uno smartphone di ultima generazione. Quindi la minaccia: “Siamo di Roma, non di Ostia. State zitti, non parlate con nessuno sennò prendiamo i coltelli e torniamo”.

La testimonianza: “Erano stranieri, dell’Est”

I due 14enni raggiungono barcollanti casa e raccontano i fatti ai genitori. “Sono rimasto scioccato. Aveva sangue sul giubbotto, non suo”, dice ancora il papà di Daniele. I ragazzi sono sicuri: “Due di loro erano stranieri, accento dell’Est Europa, capelli corti, occhi chiari e maglietta chiara”.

Il terzo, alle spalle, non sarebbe identificabile. All’ospedale Grassi li medicano e li dimetto con quindici giorni di prognosi, poi la denuncia alle forze dell’ordine che hanno avviato le indagini, anche tra i ‘frequentatori’ delle pinete.

 



   

 

 

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