Governo? Più vicino dopo il 27. Dopo le prime super buste paga parlamentari

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di Antonio Amorosi

“Per il governo ne riparliamo a maggio, dopo l’arrivo delle prime buste paga. Quando le vedranno si apriranno le trattative vere…”. E’ questa la battuta tranchant di un parlamentare contattato per comprendere come si possa uscire da “stallo” e “veti incrociati” in cui è caduta la nuova legislatura.

“La situazione è complessa…”, spiega (il parlamentare vuole restare assolutamente anonimo per non compromettere il suo ruolo, ndr), “…io sono un professionista e tra una cosa è l’altra non è che da parlamentare mi arricchisco ma c’è un esercito di miracolati che dovrà fare bene i suoi conti prima di optare per il voto e rimettersi in discussione”. La chiave quindi potrebbero essere loro.

In attesa di individuare il fatidico Mister X che possa formare il governo, che con le varianti del caso e gli aggiornamenti delle ultime ore abbiamo anticipato tempo fa qui, occorre ricordare che ben il 65 per cento dei neoparlamentari lo sono per la prima volta volta in assoluto, cioè sono completamente nuovi alle Camere (il 65,91% alla Camera dei deputati e il 64,26% al Senato), come risulta dai dati raccolti dall’osservatorio civicoOpenPolis nel recente rapporto Tre poli contrapposti. In più il 35% dei nuovi deputati non ha mai avuto un incarico politico, né al livello locale, né nazionale o europeo. Quindi sono completamente nuovi alla materia, iniziando la loro esperienza in politica direttamente dai piani alti). Il Movimento 5 Stelle è il partito che più contribuisce a questo dato. Ci troviamo di fronte cioè al parlamento più giovane di sempre, sia sul versante Camera che su quello del Senato, 44 anni di media alla prima e 52 anni al secondo.

Gli stipendi arrivano tra il 27 e il 28 del mese. I nuovi non si sono visti”, ci confermano altri due parlamentari, uno del centro destra e l’altro del Movimento 5 Stelle. In effetti sono passati 48 giorni dal giorno del voto ma il mese di lavoro maturato non è ancora trascorso. Per l’accreditamento dei nuovi eletti e il disbrigo delle incombenze burocratiche il 19 marzo si è aperto il Senato e il 20 la Camera.

In un Paese ancora in profonda crisi economica che ha visto il settore industriale andare in black out durante gli anni della recessione, con la disoccupazione giovanile alle stelle e la mobilità sociale bloccata (l’opportunità per gli individui di muoversi tra le diverse classi occupazionali) cosa faranno i parlamentari più giovani di sempre quando vedranno arrivarsi in busta paga mensile 14000 euro?

I deputati e i senatori (la busta paga di questi ultimi è un po’ più alta) guadagnano mensilmente quasi 14000 euro (tra diaria, rimborsi spese, rimborsi telefonici ed i rimborsi per le spese di trasporto). Una cifra importante e per qualcuno inquietante, visti gli stipendi degli italiani. Ma sempre meno allarmante che se i parlamentari guadagnassero meno e fossero sotto il controllo di una società privata che non deve rispondere ai canoni di trasparenza pubblica. E può perseguire i suoi di interessi.

Vediamo che succede dopo il 27. Qualsiasi sia il governo. Siamo umani. Chi ha vinto il superenalotto non è disposto a mollare”, spiega il primo parlamentare. “Non c’è tempo e dobbiamo cambiare l’Italia, altrimenti collassiamo economicamente. In Italia è sempre più difficile lavorare. E’ inevitabile che si farà leva anche su questi istinti più bassi per mettere in piedi qualcosa. La volontà degli elettori deve pur contare. La nostra democrazia deve fare gli interessi di chi in Italia ci vive, non di Bruxelles. Ma questo sembra l’ultimo problema. Prima dovremmo rassicurare l’Europa, i mercati, le agenzie di rating, gli Stati Uniti, la Germania…. E no! Non funziona così!”.

La situazione si ricalibra il 7 maggio, anche perché la Camera si riconvoca in quella data, dopo un mega ponte festivo di 18 giorni, come ha spiegato magistralmente in un articolo tragico e divertente ieri il corrispondente parlamentare di Libero Salvatore Dama. E poi il 22 aprile si vota in Molise, il 29 in Friuli Venezia Giulia, due appuntamenti che potrebbero anticipare le tendenze e i flussi elettorali nel caso si rivoti. Fino a quelle date tutto resta fermo. In attesa delle buste paghe che potrebbero far vedere sotto un’altra luce l’ipotesi di un governo.

www.affaritaliani.it

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