Migranti, Zuppi: non aspettiamo che si muoia nel mare

Condividi

 

BOLOGNA – “Quando si ama poco c’è sempre tempo, si rimanda. L’amore, invece, non vuole aspettare, perché vuole raggiungere l’amato. Non possiamo aspettare che qualcuno muoia nei campi profughi o in mezzo al mare!”.

E’ un passaggio dell’omelia della messa di Pasqua celebrata dall’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, che ha esortato anche a “non accettare che la solitudine spenga il soffio della vita di chi è abbandonato a se stesso! Non possiamo diventare prudenti cristiani – ha detto – amanti dei riti ma che non ascoltano e non annunciano la resurrezione nella concretezza della vita vera”.

“La nostra vita – ha aggiunto Zuppi – è piena di paure. Come non averla quando si è deboli, quando si è confrontati con l’enigma del male, ad esempio le minacce del terrorismo, della guerra mondiale a pezzi che si sta combattendo in tante parti del mondo? Come non avere paura nel vedere la cattiveria dell’uomo? La paura è madre di tanti sentimenti cattivi. Ma come liberarsene? Chi ascolta il Vangelo non avrà paura”. (ANSA)

Condividi l'articolo

 



   

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2018 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -