“Il reddito di cittadinanza è un favore alle banche”

Tutti tranne i pentastellati (2/3 del Paese) e forse anche parte di loro che evidentemente non lo manifestano, sono unanimi nel ritenere che il reddito di Cittadinanza ha probabilmente rappresentato un arma vincente dal punto di vista elettorale per Di Maio and company, ma assodato questo principio che i cinque stelle siano veramente convinti nell’ attuare questo strumento non abbiamo difficoltà a crederci e senza entrare nel merito circa la fattibilità o meno dello stesso in relazione alle coperture necessarie alla sua realizzazione ammettiamo per assurdo che una volta al potere i cinque stelle ponessero Le basi per assicurare a disoccupati, inoccupati ecc questa opportunità.

Di fatto lo Stato metterebbe in circolo della liquidità per via indiretta necessario al temporaneo sostentamento, si augura temporaneo, dei beneficiari del nuovo reddito. Aumenterebbe quindi la propensione all’ aquisto di una parte della popolazione in età da lavoro, a beneficiarne, si fa per dire, supermercati, farmacie, dettaglianti in genere, insomma piccoli commercianti, artigiani e professionisti. Tutto questo in teoria si dovrebbe tradurre in un tempo ragionevolmente breve in una crescita dello stato di salute di commercianti e della piccola e media impresa in generale in misura tale da consentire la possibilità di assumere forza lavoro.

Fin qui tutto bello, sul piano teorico costituisce un principio indiscutibile secondo cui l’ inserimento di un ammortizzatore sociale porterebbe ad riequilibro degli assetti socio economici del Paese oltre che a garantire quel minimo di dignità alle classi meno abbienti. Ora vediamo questa misura dal lato del piccolo imprenditore che vede incrementare i suoi flussi di cassa giornalieri di una certa percentuale grazie a questo strumento. Non diciamo nulla di nuovo se ricordiamo che la stragrande maggioranza dei piccoli e medi dettaglianti soprattutto del mezzogiorno d’ Italia , area in cui sono addensati i 2/3 dei disoccupati del Paese, deve fare i conti con problemi di sofferenze bancarie, incagli, difficoltà in generale di Restituire prestiti di breve e media durata o di rientro di fidi o extrafidi .

Ciò detto per ovvie ragioni, (la matematica non è una opinione) le prime a beneficiare degli intervenuti incrementi di cassa dei su detti, sarebbero le principali Banche Italiane (Unicredit ed Gruppo Intesa) le quali in tal modo potrebbero garantirsi con meno difficoltà il pagamento periodico di interessi e capitali. Una boccato d’ ossigeno certo per la piccola e media impresa che tuttavia non consentirebbe di farsi carico in quel caso di rinnovati costi del lavoro al fine di scongiurare il ripiombare nelle medesime difficoltà fino ad allora incontrate proprio nella restituzione periodica della classica rata di prestito o di mutuo. Questo comportamento da parte delle aziende nelle persone dei loro rappresentanti non sarebbe un atto di reticenza o vigliaccheria verso un futuro più roseo, ma una semplice condotta di salvaguardia e di consolidamento della propria posizione assolutamente sacrosanta e rispettabile proprio nell’ incertezza di un futuro prossimo in cui L’evoluzione impressionante della tecnologia e della rete non garantisce la conservazione di mercati non di nicchia.

Questo articolato ragionamento porterebbe a pensare che i nuovi Governanti possano in qualche modo introdurre delle misure in qualche modo coercitive che portino le stesse aziende ad indebitarsi nuovamente al fine di poter sostenere un maggior costo del lavoro. Questo scenario futuristico, ma non troppo, un po’ spaventa e fa pensare, senza cadere in facili e demagogici discorsi complottistici porta dritto dritto verso le vere origini ed i reali presupposti per cui ebbe i natali il movimento di Beppe Grillo. Che non sia questo il tentato golpe delle banche per risanare le loro voragini create dalle gole profonde ? Ma nooo, la fantasia spesso non ha confini, ma spesso diventa giustificativa dei misteri irrisolti di un Paese Strano.

Il Comitato UsuraUniCredit



   

 

 

1 Commento per ““Il reddito di cittadinanza è un favore alle banche””

  1. Il “reddito di cittadinanza”, è un gesto di solidarietà sociale verso chi non ha i mezzi per vivere dignitosamente nel paese europeo con la maggiore disuguaglianza sociale fra i suoi abitanti. Al nord vogliono farci credere che non sono d’accordo, ma non hanno nulla da ridire contro i vitalizi e le pensioni d’oro dei più privilegiati che se ne fregano se i loro “fratelli” vivono in miseria? Il nord deve essere unito per l’abolizione dei privilegi delle caste, ma non contro la solidarietà per i deboli. L’Italia non sarà mai un paese normale fino a quando comandano i furbi e i delinquenti. Chi non vuole il reddito di cittadinanza è chi teme di perdere i privilegi acquisiti, temono di non avere più le risorse per gli stipendi e le pensioni d’oro.

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