“Fascismo e antifascismo, due facce della stessa medaglia”

di Marina Mascioni – Coordinatore Movimento Nazionale 2016

Il 16 maggio 1974 Pier Paolo Pasolini, Uomo sicuramente non di Destra, scriveva al “Corriere della Sera”: “IL FASCISMO DEGLI ANTIFASCISTI”. Tale pensiero ci spinge ad esternare considerazioni di carattere squisitamente politico e vogliamo assolutamente chiarire quale sia stata l’amarezza e l’incredulità nel leggere dai quotidiani locali, la volontà da parte dell’Amministrazione Comunale di Rimini di far “firmare l’adesione ai valori costituzionali dell’antifascismo e della democrazia” coloro che vogliono manifestare il proprio pensiero attraverso proprie iniziative utilizzando spazi pubblici.
A tal proposito la stessa Amministrazione dichiara che sarà “ferma sull’obiettivo di fondo: non si può accettare che specialmente luoghi simbolo della nostra città, ad esempio Piazza Tre Martiri, possano essere occupati anche per poche ore, da coloro che non si riconoscono…”:, il tutto (e qui l’ipocrisia è sovrana! Sic!) “nato dall’ampio dibattito di queste ultime settimane”…

Proprio perchè oguno di noi è consapevole ed è a conoscenza della Carta Costituzionale, vorremmo ricordare come la stessa Costituzione all’Art, 21 recita; “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…” come affermato altresì dalla sentenza 15 giugno 1972 n, 105 laddove la Corte Costituzionale ha stabilito che: “Esiste un interesse generale dell’informazione e questo interesse implica, in un regime di libera democrazia, pluralità di fonti di informazioni, libero accesso alle medesime, assenza di ingiustificati ostacoli legali, anche temporanei, alla circolazione delle notizie e delle idee”. Tale libertà dell’individuo, che risulta essere uno dei valori centrali del nostro ordinamento giuridico, garantisce ad ogni persona  («tutti») la facoltà di divulgare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, ergo poter liberamente comunicare con altri individui. La stessa “Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali” regola l’argomento in oggetto negli artt. 9-10-11. Tutti siamo d’accordo che la libera manifestazione dei propri pensieri e delle proprie opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare e si trova, proprio in questa garanzia della Libertà di Pensiero e della sua Espressione, la condizione dalla quale non possiamo assolutamente non prescindere per la stessa vita della Democrazia (che ricordiamo essere una forma di gestione dello Stato) laddove, proprio nella maturazione di una libera convinzione individuale da parte di ogni cittadino, si seminano e si mantengono le fondamenta della Vera Democrazia specchio del Vero Pluralismo ideologico. Viceversa, la violazione del diritto alla propria opinione attraverso una censura politica da parte di altri soggetti, pubblici o privati, che inquinano con ogni mezzo diverso da quello costituzionale la libera manifestazione del proprio pensiero, innesca un meccanismo tutt’altro che democratico (Stato Totalitario, Autoritario, Socialista, Fascista, Confessionale).

Dobbiamo affermare con assoluta trasparenza e conoscenza dei fatti contemporanei che la volontà dell’Amministrazione Comunale di Rimini di far sottoscrivere dai vari soggetti privati, associazioni, partiti un modulo in cui si dichiara di combattere il razzismo e i riconoscersi nel valori della resistenza e dell’antifascismo, è chiaramente e vergognosamente un “bavaglio rosso alla libertà”, una chiara censura politica verso l’ambiente partitico legata ad una destra che agisce a viso aperto, manifestando senza paraventi, la propria visione di Paese, dimostrando palesemente il proprio infinito amore verso quei Valori come “Dio, Patria e Famiglia”, per noi, uomini di destra, assolutamente Valori non negoziabili. Se questo libero pensiero viene assimilato e avvicinato al Ventennio, lo stesso non può e non deve essere additato come volontà per una eventuale riorganizzazione del disciolto partito fascista perché con onestà intellettuale e razionalità possiamo affermare che come non esiste il valore del fascismo così non esiste il valore dell’antifascismo. I Valori in cui noi crediamo e per i quali lottiamo sono altri: Persona, Famiglia, Radici Cristiane, Sussidarietà, Giustizia Sociale, e su tutti la VERITA’.

Parlare oggi di fascismo è assolutamente fuori dal tempo come altrettanto fuori tempo massimo risulta essere l’antifascismo rabbioso e pretestuoso di cui la sinistra, centri sociali, Anpi, Cgil…sono i portabandiera manifestando la loro ideologia stantia, certamente superata e, senza nessuna possibilità di essere smentiti, un antifascismo guidato dai poteri forti dominanti nato come distrazione di massa, che cavalca l’allarme dell’”Uomo nero”, di un nemico inesistente, gettando benzina sul fuoco al fine di alimentare una vecchia contrapposizione all’oggi assolutamente inattuale, e non ultimo un antifascismo come unico collante di un mondo ormai morente.

L’Amministrazione Comunale della nostra città, gestita da una sinistra risultata vittoriosa grazie al voltagabbanismo, dichiara: “Mai più le piazze in mano ai fascisti” mimetizzando ipocritamente quale sia la violenza presente nel Dna degli antifascisti spesso “figli di papà” cresciuti con Plasmon ed odio, antifascisti fanatici chiaramente espressione dell’altra faccia della medaglia laddove gli stessi agiscono come i peggiori “fascisti” del tempo che fu. Sono proprio costoro a “perseguire finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la Democrazia (Firenze, Torino, Bologna, Livorno…Pontedera), le sue Istituzioni (Piacenza docet!)…” Art. 1 – Legge 645 del 1945 (Legge Scelba).

Proprio perché consapevolmente ed infinitamente amiamo la nostra Patria e il Popolo di cui facciamo parte, rifiuteremo categoricamente la sottoscrizione ad un documento irriverente e fortemente denigratorio nei riguardi di tutti coloro che manifestano liberamente nel rispetto delle regole il proprio pensiero, oltremodo consapevoli che la Verità storica è stata ed è quotidianamente violentata, offuscata, annientata dalla falsità e dall’odio.

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