Ong: cresce lo scandalo sessuale Oxfam, nel mirino anche Save The Children

Nell’occhio del ciclone potrebbero finire anche organizzazioni di primo piano come Save The Children e Christian Aid, entrambe coinvolte dalle rivelazioni del Times.

Continua a montare lo scandalo che ha travolto Oxfam, Ong britannica che ora di essere spazzata via dalle notizie riguardanti orge e festini a base di sesso a pagamento che si sarebbero consumati durante il post terremoti di Haiti, nel 2010.

Il ministro britannico alla cooperazione, Penny Mordaunt, ha minacciato di tagliare i fondi all’organizzazione, alla quale ha espressamente chiesto di recuperare la propria “leadership morale”. I vertici Oxfam dovranno ora difendersi dall’accusa di aver insabbiato le responsabilità all’interno dello staff.

“Quanto è accaduto ad Haiti – dichiara Winnie Byanyima, Direttrice esecutiva di Oxfam international -non passerebbe altrettanto inosservato con le nostre regole attuali. Ma abbiamo ancora molto lavoro da fare e sono convinta che riusciremo a migliorare in questo senso, e che, come leader di questa organizzazione, non lasceremo che episodi del genere si ripetano”.

In realtà, secondo il quotidiano britannico Times, che ha portato alla luce lo scandalo, nel solo 2017 sarebbero state 87 le segnalazioni di possibili abusi sessuali e comportamenti impropri attribuiti allo staff Oxfam in diversi paesi del mondo: episodi che hanno portato al licenziamento di 20 dipendenti a fronte di almeno 53 denunce arrivate all’organizzazione.

Attualmente il governo inglese finanzia circa il 10 per cento del bilancio di Oxfam: una cifra non trascurabile, che lo scorso anno si è aggirata sui 36 milioni di Euro.

Ma lo scandalo si starebbe già allargando ad altre importanti Ong, come Save the children e Christian Aid: resta quindi da vedere se, come nel caso Weinstein, anche per le organizzazioni umanitarie si verrà a creare un inarrestabile effetto domino. EURONEWS

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Scrive Giulio Meotti su Facebook

Le ricordate? L’attrice di “Sex and the city” Kristin Davis, cacciata da Oxfam dopo che la diva ha fatto pubblicità all’azienda israeliana di cosmetici Ahava, e Scarlett Johansson, cacciata anche lei da Oxfam per aver lavorato con l’azienda israeliana Sodastream. Due sgualdrine imperialiste e sioniste che opprimono i palestinesi per il vile denaro.

E bravi loro, quelli di Oxfam, i puri dalla parte dei poveri. Loro, i dirigenti di Oxfam che, col vile denaro dei contribuenti inglesi, organizzavano “orge stile Caligola” con le ragazzine terremotate di Haiti. La diva filoisraeliana no, la baby prostituta sì. Quando smetteranno di farci la morale questi porci con le ali, questi schifosi?

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