Torino: oltraggio alla lapide delle Foibe

“Uno scempio a cui purtroppo Torino sembra essersi abituata, senza le reazioni di indignazione che le istituzioni e gli esponenti di tutti i partiti dovrebbero immediatamente esprimere di fronte a un oltraggio perpetrato contro le migliaia di vittime delle foibe e gli esuli, già colpite allora da un genocidio per odio ideologico. Le istituzioni devono rispondere fermamente a quell’odio sopravvissuto fino ai nostri giorni, eliminando immediatamente i segni del vandalismo e valorizzando adeguatamente la ricorrenza del 10 febbraio, istituita con legge dello Stato”

Lo afferma Augusta Montaruli, candidata del centrodestra alla Camera, che annuncia “domattina saremo lì insieme a Giorgia Meloni ad omaggiare la lapide in ricordo degli esuli italiani, che hanno trovato rifugio a Torino nel Villaggio Santa Caterina. Un segnale chiaro a chi vorrebbe strappare certe pagine sella Storia d’Italia e anche ai nostri avversari politici: il ricordo deve unire”



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Questa mattina il Presidente nazionale di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha reso omaggio, con la deposizione di una corona di fiori ed un minuto di silenzio, alla lapide intitolata agli esuli giuliano dalmati, rifugiatisi dal genocidio anti italiano nella città di Torino, proprio ad un giorno dalla vandalizzazione da parte dei soliti ignoti.

Augusta Montaruli, candidata del centrodestra alla Camera, ha incontrato insieme a Giorgia Meloni la portavoce di Federesuli Cristina Chenda, affermando “Noi custodiamo il ricordo del dramma delle foibe e dell’esodo tutti i giorni, non solo il 10 febbraio: lo dimostriamo con l’impegno a difesa del diritto degli esuli istriani e dei loro discendenti alla proprietà delle case popolari assegnate loro tanti anni fa, a risarcimento delle tante ingiuste sofferenze, e custodendo le targhe in loro ricordo che già tempo addietro vennero distrutte e noi ripristinammo a nostre spese davanti all’indifferenza delle Istituzioni.

Ci auguriamo che al più presto si giunga ad una memoria condivisa. Anche i cortei contrapposti di sabato non fanno bene a nessuno ne’ rispecchiano il sentimento degli esuli e dei loro discendenti. Per questo abbiamo scelto di fare una fiaccolata senza simboli di partito questa sera (cfr. Venerdì) e non partecipare al teatrino avvilente dello scontro fazioso. Il dramma delle foibe deve uscire dall’ideologia di chi continua a negarlo o di chi lo usa in modo distorto”.



   

 

 

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