Senatori a vita, lettera a Mattarella: “E’ l’Italia della menzogna”

di Ornella Mariani

Egregio signor Mattarella,
per quanto apprezzabile nell’apparenza, ho ritenuto privo di qualsiasi credibilità il conferimento della carica di Senatore a vita alla Signora Liliana Segre, sopravvissuta al più orrendo genocidio del secolo scorso: il gesto avrebbe valore se ancora una volta non fosse dettato da una ipocrita e stucchevole retorica.
Il conto, infatti, non torna e la sensazione è che l’Italia marci a velocità e destinazioni diverse: da una parte, una iniziativa propedeutica alla più giusta celebrazione del Giorno della Memoria; dall’altra la discutibile condotta di Federica Mogherini che pure rappresenta l’Italia in Europa.
I rapporti di costei con Abu Mazen; il “non succederà mai” col quale ha respinto di recente le istanze di Netanyau, a proposito del riconoscimento di Gerusalemme capitale; il servilismo dissennato, esibito con Javad Zarif e Abu Mazen e Khamenei e Rouhani; l’appoggio aperto fornito alle Teocrazie che massacrano Bambine e Donne ed Omosessuali e uccidono la Libertà, in sprezzo dei più elementari Diritti Umani di cui l’Istituzione europea pur pretende di farsi, attraverso costei, garante e portavoce, svuotano di significato il riconoscimento de quo ed enfatizzano paradossalmente il ripugnante sodalizio con chi boicotta quel Popolo da Lei premiato in aperto contrasto con la Politica ufficiale del Paese.



E di più: non si hanno notizie di iniziative adottate dal Ministro dell’Istruzione a proposito di farneticanti boicottaggi di Israele in circolazione nelle Università italiane, né di provvedimenti assunti dal Viminale nei confronti del Prefetto e del Questore di Milano, in ordine alla recente manifestazione antisemita.
Siamo alle solite, egregio signor Mattarella!: Lei si colloca in quell’ampio pezzo d’Italia ambiguamente schizofrenica, in cui l’Etica appare un optional.

E’ l’Italia della menzogna; dell’artificio; del trucco; del funambolismo pseudodialettico.
E’ l’Italia dei Bari di professione, per i quali a fronte dell’esercizio del Potere non esiste rispetto del Diritto.
E’ l’Italia in cui le Deputate di quel Parlamento che Lei definì a suo tempo abusivo, senza poi disdegnarne la indicazione quirinalizia, urlano concitatamente contro il femminicidio ma tacciono sulla volgarità di una trasmissione messa in onda da un paio di guitti: l’uno, fallito anche come comico, se il ricorso alla comicità ha debordato verso la trivialità; l’altro, fallito come giornalista, se ha accompagnato con deprecabile ilarità quanto di più sordido potesse essere pronunciato nei confronti di una Donna.

E’ l’Italia in cui una Presidenta della Camera solidalizza con un’attricetta di nullo talento e di scarsissima avvenenza, ma tace a fronte di una Signora demonizzata per avere scelto la parte sbagliata della Storia e tace sugli abusi e sulle violenze quotidianamente commessi in danno delle Donne.

Forse è ora di intenderci sulle differenze fra Puttane e figli di Puttana, signor Mattarella, poiché ad altre Kompagne è andata assai meglio che alla Petacci!!!
Come, dopotutto, è andata meglio anche a Lei, in un Paese in cui trionfano la dissacrazione indiscriminata; la calunnia e, soprattutto l’equivoco.
In particolare: quello alimentato da certo “femminismo” istituzionale che ha molto a cuore le sorti e la reputazione delle Donne…, ma che più a cuore ha l’approvazione dei Potentati di turno!!!!

Mi piacerebbe, dunque, capire come coniuga l’attribuzione del ruolo senatoriale alla Signora Segre con la propensione aperta ai Nemici degli Ebrei e con le teste “ coperte “ delle Boldrini, della Bonino e della Mogherini, contro le quali gran parte dello stesso mondo arabo femminile, offeso, ha duramente protestato anche attraverso Kawtar Barghouta.



   

 

 



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