Cibo halal, frode per 360mila euro: interdetto Imam di Bari

BARI – L’imam di Bari Sharif Lorenzini El Kafrawy, presidente della comunità islamica di Puglia, si sarebbe indebitamente appropriato di circa 360mila euro della sua società di certificazione «Halal», causando inoltre un danno di oltre 1,8 milioni di euro e commettendo una serie di altre condotte fraudolente.

Con le accuse di appropriazione indebita aggravata e illecita influenza sull’assemblea, la Guardia di Finanza di Bari ha notificato a Lorenzini e ad un suo ex socio, il 48enne egiziano Ahmed Sabry Mohamed Hefny l’interdizione di un anno dall’attività imprenditoriale e il sequestro preventivo di somme di denaro presenti su numerosi conti correnti intestati a società cooperative riconducibili agli indagati. […]

L’imam Sharif Lorenzini, destinatario oggi di un’ordinanza di interdizione per presunte condotte fraudolente nella sua attività imprenditoriale di certificazione «Hala», avrebbe anche dichiarato il falso su data e luogo di nascita, nonché sui suoi titoli di studio. L’inchiesta della Gdf ha accertato in particolare che l’indagato «ha falsamente a pubblici ufficiali, in diverse occasioni, di essere nato a Teekret (Iraq) il 27.4.1978, mentre si è scoperto essere nato ad Alessandria d’Egitto il 27.4.1973» spiega la Procura.

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1 Commento per “Cibo halal, frode per 360mila euro: interdetto Imam di Bari”

  1. E questo è uno che voleva”rieducarci”!

Commenti chiusi

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