Pd, la consigliera islamica Sumaya: “Lo Ius Soli è solo questione di tempo”

di Giovanni Giacalone

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sciolto le Camere; l’appello a rimandare lo scioglimento per far approvare la contestata legge sullo Ius Soli è rimasto inascoltato, come prevedibile del resto.

Un epilogo che gli attivisti della legge sulla cittadinanza facile non hanno proprio digerito al punto da esternare pubblicamente commenti ben poco costruttivi e che in certi casi sembrano assumere toni minacciosi e di sfida.

La consigliera comunale Sumaya Abdel Qader, eletta col Pd a Milano e già finita in passato nell’occhio del ciclone dei media per alcune posizioni prese dai suoi familiari in favore di fazioni islamiste mediorientali, lo scorso 23 dicembre ha pubblicato su Facebook:

“Ho letto le varie reazioni di sdegno sul mancato numero legale dell’altro giorno in Senato; molte delle quali francamente irritanti perché pura retorica o comoda presa di posizione funzionale alla prossima campagna elettorale. Perché credo che a lottare davvero per far pressione sul Senato siamo stati in pochi, davvero pochi sul potenziale possibile. Per cui in realtà c’è poco da dire se non: è solo questione di tempo. I contrari alla riforma hanno vinto solo una battaglia. Per chi invece non ha avuto coraggio: non ce ne dimenticheremo. #aNataleSiamoPiùBuoni”.

Sono le ultime tre frasi della Abdel Qader a destare perplessità, perché si può essere d’accordo o meno con lo Ius Soli, ma espressioni come “e’ solo questione di tempo”, “…i contrari alla riforma hanno vinto solo una battaglia” e “per chi non ha avuto coraggio, non ce ne dimenticheremo” fanno parte di un genere di retorica decisamente inopportuna in ambito democratico. Del resto nei giorni scorsi altri attivisti si erano distinti con commenti, come Mohamed Abdallah Tailmoun della “Rete Seconde Generazioni” che pubblicava su Facebook un post con scritto: “Ma si sanno i nomi dei senatori Pd e Mdp assenti in aula al Senato il 22 dicembre”? Poco dopo al post risponde tale Said Lahaine, profilo falso, che pubblica una lista di una trentina di nominativi di senatori non presenti in aula durante il tentativo per far passare lo ius soli, tra cui il ministro degli Interni, Marco Minniti.

Tra i commenti degli utenti si legge: “che schifo”, “tutti a casa” e “i nomi sono pubblicabili? Ce ne sono altri?”. Un episodio che aveva destato preoccupazione perché dava l’idea di una “caccia alle streghe” con ricerca dei presunti “responsabili” della mancata approvazione. Anche la Rete 2g non dimentica evidentemente. Alla vigilia di Natale era il turno dell’Unicef Italia, con un tweet che accusava di “idiozia” e “fascismo” chi è contro lo Ius Soli, come illustrava nel dettaglio Fausto Biloslavo nel suo articolo del 27 dicembre.

Dulcis in fundo, la lettera inviata dal movimento “Italiani senza Cittadinanza” nel tentativo di far slittare lo scioglimento delle Camere, un messaggio più che eloquente: “Talvolta le autorità di un Paese democratico sono chiamate dalla Storia a promuovere leggi che possono apparire divisive ma che in realtà sono necessarie a potenziare gli anticorpi e a creare argini contro la deriva di forze antidemocratiche e destabilizzanti. Non lasciateci soli ancora una volta”. Come puntualizzava Biloslavo, “In pratica i rappresentanti degli italiani in Parlamento l’hanno affossata, ma la norma va approvata lo stesso perché i contrari rappresentano un pericolo antidemocratico e destabilizzante. Ovvero sono «fascisti» come scrive l’Unicef”.

In poche parole, la legge va approvata perché chi è contro è un anti-democratico e un destabilizzatore. Attendere i 18 anni o i 10 anni di residenza è troppo, bisogna avere tutto e subito; ovviamente in nome della democrazia, dei diritti. Se poi ci dovesse essere una maggioranza degli italiani contraria, non importa.

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