DESI: “al-Baghdadi catturato e detenuto in Siria”

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(DESI) La cattura del Califfo dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi, è un vero
e proprio complotto internazionale. Dalle ultime notizie si darebbe
ulteriore conferma alle nostre informazioni del 18 aprile 2017 sulla
cattura del leader ISIS, detenuto in Siria.

Il Pentagono ed il Ministero degli Esteri russo hanno dichiarato
all’epoca di non sapere nulla sulla questione dell’arresto del Califfo,
per poi essere smentiti anche dal Presidente siriano Assad.



Guarda caso, dopo che è uscita la notizia della cattura, il 20 aprile,
il “Trilaterale” fra USA, Russia e Siria che si doveva tenere a Ginevra
con Staffan de Mistura è stato rinviato.

Sucessivamente il 28 maggio, poco più di un mese dopo l’informazione del
Dipartimento Europeo Sicurezza Informazioni (D.E.S.I.), viene diffusa la
notizia da parte del Ministro della Difesa Russo Sergei Shoigu riguardo
l’uccisione del leader Al Baghdadi in un raid aereo vicino a Raqqa.

Troppe coincidenze che ci fanno pensare ad un depistaggio, per non dare
conferma sulla cattura ad opera dei Russi che dopo una serie di
trattative e accordi segreti lo avrebbero consegnato agli Americani.

Il 17 dicembre come riportato dal giornale Turco “Yeni Safak”, il leader
Abu al Baghdadi, sarebbe stato catturato in Siria dai militari americani
e poi portato prima nella base americana Ras al-Ayn e poi ad
al-Hasakah-Rmeilan.

Il giornale TASS, ha chiesto informazioni sulla prigionia di Al-
Baghdadi in una base militare Americana in Siria al portavoce del
Pentagono, il maggiore Adrian Rankin-Galloway, il quale non ha voluto
confermare la cattura del leader IS da parte di militari americani.

Sulla vicenda, evidente che è in atto un tentativo di mistificazione,
per coprire e smentire in qualsiasi modo la realtà, col probabile
coinvolgimento di rami deviati dei servizi segreti, creando false
notizie, minacciando telefonicamente, come hanno fatto contro la nostra
organizzazione D.E.S.I. (abbiamo già denunciato di aver subito minacce
tramite dei numeri di telefono israeliani), probabilmente per farci
tacere su una questione che dovrebbe essere di dominio pubblico, poiché
riguarda la sicurezza di tutti.

COMUNICATO STAMPA D.E.S.I.



   

 

 



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