Rivolte in Kenya: a Nairobi polizia apre il fuoco per disperdere manifestanti

La polizia keniota ha aperto il fuoco per disperdere centinaia di manifestanti dell’opposizione che questa mattina sono tornati in piazza a Nairobi per protestare contro l’esito delle elezioni presidenziali del mese scorso. I dimostranti, secondo quanto riferisce il quotidiano “Daily Nation”, sono scesi in piazza nonostante il parziale divieto di raduno imposto dalla polizia.

Le tensioni si sono registrate nei pressi dell’aeroporto di Nairobi, dove i manifestanti stanno attendendo il ritorno da Washington del leader dell’opposizione Raila Odinga. Quest’ultimo da Washington ha chiesto ai partner internazionali del Kenya di impegnarsi “in modo più convinto” per porre fine alla crisi politica nel paese, che a suo dire sta sprofondando verso la “dittatura” e ha chiesto ai paesi occidentali di non ignorare le “restrizioni alla democrazia” attuate dalle autorità di Nairobi durante il processo elettorale concluso con le elezioni presidenziali dello scorso 26 ottobre.

“Sono venuto a Washington per trasmettere un semplice messaggio: abbiamo bisogno di un impegno molto più chiaro da parte dei paesi occidentali per supportare gli inviati presenti a Nairobi”, ha detto Odinga. “Gli sforzi degli inviati finora non sono riusciti a risolvere la crisi, anzi in alcuni casi hanno contribuito al peggiorare della crisi”, ha detto Odinga, accusando i paesi occidentali di condurre il Kenya sulla strada dell’autocrazia elettorale e della dittatura. “In Kenya non c’è solo una crisi elettorale innescata dalle terze elezioni truccate consecutive, il paese sta andando dritto verso una dittatura aperta”, ha denunciato il capo dell’opposizione, che aveva ritirato la propria candidatura alla ripetizione del voto di ottobre definendolo “una farsa”. “Il partito al potere (Giubileo) ha saccheggiato tutte le istituzioni che ostacolavano il suo obiettivo di controllare lo Stato”, ha aggiunto Odinga, tornando a chiedere lo svolgimento di “nuove elezioni credibili”. La ripetizione delle elezioni si è svolta dopo l’annullamento del voto dell’8 agosto.

Odinga ha boicottato la ripetizione del voto definendola “una farsa” e ha lanciato una campagna di “resistenza nazionale”, invitando inoltre i suoi sostenitori a boicottare tre delle maggiori aziende del paese – la compagnia di telefonia mobile Safaricom, la società casearia caseificio Brookside (di proprietà della famiglia Kenyatta) e il produttore di olio da cucina Bidco – accusate di aver favorito il capo dello Stato uscente. Odinga ha inoltre chiesto ai suoi sostenitori di continuare a protestare contro la rielezione di Kenyatta, avvenuta a suo dire a seguito di elezioni “farsa”. ”Continueremo a manifestare il più possibile”, ha detto Odinga citato dall’emittente “Ntv”, annunciando poi la formazione di una “assemblea popolare” che includerà una task force incaricata di indagare sui “fallimenti della commissione elettorale”. Odinga ha poi definito Kenyatta e il suo vice William Ruto due “megalomani” che mirano a “distruggere la libertà e la democrazia”. Le elezioni del 26 ottobre hanno visto la rielezione per un secondo mandato del presidente Uhuru Kenyatta che ha ottenuto il 98 per cento dei voti.

Agenzia Nova



   

 

 

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