Milano: lettura pubblica del libro di Anna Frank alla Darsena

“Ci sono mille buoni motivi per leggere e rileggere il Diario di Anna Frank: perché è un’opera di grande valore letterario, perché è una eccezionale testimonianza storica, perché è un’occasione per mantenere viva la memoria delle tragedie del passato e testimoniare l’importanza dei valori su cui si fonda una società democratica e di diritto. Ma c’è una ragione particolare – sottolinea Anna Scavuzzo – che rende il Diario uno dei libri della mia formazione: il fatto che sia stato scritto da una ragazza di quattordici anni, capace, pur in così giovane età, di scrivere alcune delle pagine più lucide ed intense sulla Shoah e di dare una lezione di umanità a chi, ancora oggi, non ne ha compreso il significato profondo”.

Anche la vicesindaco e assessore all’Educazione del Comune di Milano parteciperà mercoledì 1 novembre alla lettura pubblica del Diario – con distribuzione gratuita di copie del libro – organizzata in Darsena dalle ore 16 alle ore 18 dal Municipio 6 a seguito del grave gesto di alcuni ultras calcistici che, pochi giorni fa, hanno offeso la figura di Anna Frank.

“Per rendere omaggio alla sua memoria e alle milioni di vittime della follia nazifascista, abbiamo scelto di invitare cittadini, studenti, rappresentanti politici, istituzionali, associazioni ed enti ad alternarsi al microfono, leggendo una pagina del suo Diario – spiega il Presidente del Municipio 6, Santo Minniti -. Le derive nazifasciste e antisemite sono un problema che riguarda tutti e ogni attacco alla memoria è un attacco alle istituzioni democratiche, che richiede una risposta istituzionale: sulla resistenza al nazifascismo, sancita dalla nostra Costituzione, non siamo disponibili ad arretrare. Il Municipio 6 farà la propria parte, chiamando a raccolta cittadini, scuole, forze politiche, enti e associazioni”.

Tra le molte adesioni spicca quella della Comunità Ebraica di Milano: “Salutiamo con estrema gratitudine la manifestazione dedicata alla memoria di Anna Frank – commenta Davide Romano – un simbolo che ci ricorda come tra i 6 milioni di ebrei sterminati ci fossero anche 1,5 milioni di bambini. Tali mostruosità non devono più accadere in nessun luogo del mondo. Serbarne la memoria è importante proprio per questo, tanto più di questi tempi, dove i continui tentativi di cancellare o relativizzare la Shoah sono all’ordine del giorno”.

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