Migranti, Corte UE: il carcere è un requisito per la cittadinanza

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“La Corte di Giustizia Europea – dichiara l’europarlamentare Mario BORGHEZIO – potrebbe ancora una volta essere utile strumento delle peggiori politiche immigrazioniste e porre un ulteriore ostacolo a quegli Stati europei che responsabilmente cercano di arginare gli ingressi indiscriminati”.

“Nei giorni scorsi, infatti, l’avvocatura generale ha proposto una interpretazione che consentirebbe a qualsiasi straniero comunitario di conteggiare nel novero degli anni necessari per avere il permesso di soggiorno permanente (cinque) anche quelli trascorsi in carcere! Il Procuratore UE ha ribadito che tale modalità andrebbe applicata anche al computo dei dieci anni di permanenza necessari per evitare provvedimenti di allontanamento.

Insomma, molti stranieri comunitari, oggi in galera per un congruo numero di anni, potrebbero, al termine del periodo di detenzione, non essere più allontanabili, se non per gravissime motivazioni di ordine pubblico. Se aggiungiamo poi che più di un terzo della nostra popolazione carceraria è costituito da stranieri e che fra questi una delle nazionalità più rappresentate è quella (comunitaria) rumena, comprendiamo bene quale potenziale danno si potrebbe creare al nostro tessuto sociale.

Tutto questo va a sommarsi alla situazione della giustizia italiana: nonostante le convenzioni attualmente in essere con la Romania, solo 110 detenuti su più di 2000 sono stati inviati a scontare la pena in patria, per errori e lungaggini burocratiche”.

On. Mario Borghezio – Deputato Lega Nord al P.E.

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