Ennesima follia della UE: quote di Rom nella Polizia

Il Parlamento Ue invita gli Stati ad assumere nomadi nelle forze dell’ordine e nei mezzi d’informazione pubblici. E i sindaci prima di sgomberare i campi abusivi dovrebbero chiedere il permesso a Bruxelles

Libero – 27 Oct 2017 FABIO RUBINI

(…) ai diritti fondamentali nell’integrazione dei rom nell’Unione europea: lotta all’antiziganismo». Il documento, ça va sans dire, è stato approvato dagli eurodeputati con 470 voti favorevoli, 48 contrari e 103 astenuti. Cosa dice questa risoluzione fondamentale per le sorti dell’umanità? Allacciate le cinture, perché se fino ad oggi eravate abituati a sganasciarvi dalle risate per le decisioni sulla lunghezza di banane e piselli o sulla grandezza delle mele, qui siamo davanti a una nuova frontiera del surreale.

Dunque, posto che per la Ue «i rom in Europa vengono ancora privati dei loro diritti» e che «alcuni partiti politici stanno guadagnando consensi grazie al forte sentimento anti rom», i parlamentari suggeriscono agli Stati membri alcune politiche da adottare (ovviamente finanziate coi nostri soldi): tra queste le più sbalorditive sono quelle che vorrebbero «incoraggiare l’assunzione attiva di rom tra i membri delle forze di polizia», o «istituire unità per contrastare i reati dell’odio, con conoscenza dell’antiziganismo nelle forze di polizia», o ancora «assumere professionisti specializzati nella soluzione delle controversie affinché lavorino a fianco della polizia». E se pensate che sia finita qui vi sbagliate di grosso. Nelle pagine della risoluzione si parla anche dei campi rom e in particolare di quelli italiani, descritti come veri e propri lager: «Migliaia di famiglie rom vivono in campi segregati, tagliati fuori dai servizi di base in Italia, dove le condizioni di vita sono spaventosamente al di sotto degli standard e inadatte all’abitazione umana».

CAMPAGNE A SCUOLA

E ancora: «In Italia, tra il 2013 e il 2015, circa 2.200 persone sono state sgombrate dai campi informali senza che fosse fornito loro alcun alloggio alternativo adeguato. Molti – scrivono ancora gli esperti di Bruxelles – sono stati temporaneamente sistemati in alloggi di emergenza segregati, squallidi e affollati, senza servizi di base». Per tutti questi motivi la risoluzione votata mercoledì invita «la Commissione a riconoscere la sua competenza nel contesto degli sgomberi forzati di stampo razziale». In pratica, se questo suggerimento dovesse mai essere accolto, un sindaco per sgomberare un campo rom dovrebbe chiedere il permesso alla Ue.

Dalla tutela dei rom, naturalmente, All’interno di un campo rom a Napoli non poteva restare fuori il mondo della scuola. Così per «combattere l’inconscio consenso sociale che porta a escludere i rom (…) è fondamentale educare le società tradizionali riguardo alle diversità dei rom». Mica il contrario… Ma la risoluzione non lascia proprio niente al caso, spaziando dalle quote rosarom («si invitano gli Stati membri a incoraggiare e sostenere la partecipazione effettiva delle donne rom alla vita pubblica politica») al mondo dell’informazione dove non solo si chiede di «prevedere una formazione obbligatoria (dei giornalisti, ndr) per sensibilizzarli riguardo alle sfide e alla discriminazione che affrontano i rom», ma addirittura si propone di «promuovere l’assunzione di rom nei mezzi d’informazione pubblici» e di garantire «la rappresentanza delle organizzazioni dei rom nei cda dei mezzi d’informazione pubblica».

LUOGHI COMUNI

Quello che la risoluzione non spiega è il perché si dovrebbero creare percorsi “facilitati” per i rom e non per le altre minoranze etniche in Europa. O meglio, gli estensori ci provano, ma finiscono nello scivolare in una serie di luoghi comuni da bar sport, tipo: «Se i rom chiedono l’elemosina, lo fanno in gruppo come criminali o sono in tale situazione perché spinti da un’innata pigrizia. Se i genitori rom – è sempre scritto nel documento – hanno un bambino biondo, allora lo avranno necessariamente rapito. Se i loro figli non vanno a scuola, è perché non sopportano la disciplina e sono spiriti liberi».

Tra i pochi europarlamentari ad aver votato contro c’è il forzista Stefano Maullu, che ribatte punto su punto a questo documento: «Anziché proporre risoluzioni deliranti in favore dei rom – attacca l’azzurro il Parlamento europeo avrebbe potuto discutere e deliberare del perché esiste questo problema: avrebbe scoperto che i rom non hanno nessuna intenzione di integrarsi nelle società in cui vivono».

Maullu, poi, smonta la situazione italiana dei rom: «Gran parte di loro non ha nessuna intenzione di lavorare o di integrarsi. Così come basterebbe farsi un giro per i campi rom nelle nostre città per capire molte cose. A chi ha proposto e a chi ha votato favorevolmente a questa risoluzione consigliamo di recarsi di persona in uno dei tanti campi rom nelle nostre città, per misurare il desiderio di integrazione di queste persone. Poi, magari, si facciano anche un giro fuori dai campi rom e capiscano quali sono i veri problemi dell’Italia e dell’Europa». Per non parlare «dell’assunzione nelle forze dell’ordine», proposta che tocca «il limite dell’assurdo».

Chiude Maullu «Le priorità dell’Europa sono altre: la crescita economica, il contrasto dell’immigrazione incontrollata, la mancanza di lavoro, la criminalità e il terrorismo. Occuparsi dei rom e cercare di imporre pervicacemente condizioni che rifiutano, diventa un insulto ai tanti italiani che pagano le tasse e cercano risposte puntuali e precise. E rivela la faccia peggiore di una certa Europa».



   

 

 

1 Commento per “Ennesima follia della UE: quote di Rom nella Polizia”

  1. Folle,incredibile,inconcepibile!
    Allora perchè non assumere nella squadra omicidi della polizia e\o dei carabinieri assassini e serial killer?Chi più”esperto”di loro?
    Chi meglio di qualche trafficante di droga(una volta in forza al reparto antidroga)potrebbe”aiutare”le FF.OO.a contenere il traffico di stupefacenti?
    Nemmeno nei romanzi di fantascienza,ma nell’UE sì!

Commenti chiusi

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