Visco è colpevole, ma che sia Renzi a chiederne le dimissioni è ridicolo

di Fabio Lugano

Cari amici

ieri il PD ha rotto una consuetudine istituzionale riguardante la nomina del governatore di Banca d’Italia. Con una mozione approvata a larga maggioranza si pone in luce come il governo , nella nomina del prossimo governatore debba:

« adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini, individuando a tal fine, nell’ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’Istituto»

Una frase che dà per scontato che l’attuale governatore Visco non abbia operato in questo senso.

In realtà il PD ed il suo segretario hanno colpe enormi, gigantesche ed assolute nella gestione della crisi bancaria italiana. Basterebbe ricordare un paio di titoli esemplificativi.

Quest’ultimo titolo è del 1/6/2017, quando il decreto di liquidazione era pronto.

Ora noi non crediamo che  Renzi, per quanto malvagio, abbia volontariamente portato queste banche al fallimento, ma ci viene il dubbio che nel PD nessuno , e dico nessuno, abbia la capacità di leggersi e di comprendere un bilancio bancario perchè che la situazione delle venete sarebbe finita così un qualsiasi ragioniere lo avrebbe capito dal settembre 2015 incrociando piani di risanamento folli e dati di bilancio. Un politico, soprattutto il segretario di un importante partito, non ha l’obbligo di sapere tutto, ma quello di rivolgersi a persone capaci, fidate e preparate si, anche se esterne alla propria cerchia di amici personali. Questo non è successo, anzi ci si è fidati di advisor (leggi JP Morgan) interessanti molto più alle proprie laute commissioni che ai risultati delle operazioni.

Il fatto che Renzi ed il PD abbiano colpe enormi non viene a cancellare quelle gravissime del Governatore, ancora più pesanti perchè colpiscono la sua personale capacità tecnica di gestire e stabilizzare il sistema creditizio italiano. Ieri, soprattutto su Radio 24 , vi è stato una sorta di corteo di prefiche tutte dedite a difendere Visco perchè , riassumo, avrebbe fatto il suo meglio e non poteva prevedere la crisi.

In generale una giustificazione del genere è un masso sulla credibilità come tecnico del Governatore, anche perchè, dopo anni di caduta del PIL pro capite, con un calo del 20% dei prezzi degli immobili e senza crescita economica, anche uno studente di economia avrebbe capito che a pagarne il conto sarebbe stato il sistema creditizio, soprattutto con i suoi istituti più politicizzati o “Allegri” nella concessione dei fidi. Gli NPL non si sono creati in un mese, ma la loro crescita è stata esponenziale dal 2008.

Ancor più grave è però il fatto che Visco aveva tutti gli strumenti informativi per poter capire come sarebbe finita la partita, perchè gli ispettori di Banca d’Italia gli avevano fornito informazioni precise e puntuali sulla situazione degli istituti di credito.

Prendiamo per esempio l’ispezione in Banca Popolare di Vicenza del 2012, resa nota tramite l’Associazione Noi che Credevamo nella BPVI dalla procura di Vicenza.

 

Nel 2012 viene fatto un’ispezione alla Popolare di Vicenza , con un verdetto che che , eufemisticamente , viene definito “Parzialmente sfavorevole”. Come indicato nello stesso verbale di ispezione, l’istituto:

a) era cresciuto negli attivi nel biennio precedente del 20%, ma con una crescita disorganizzata , che non teneva nella giusta valutazione i profili di rischio delle controparti e con attivi temporalmente squilibrati, cioè in cui il passivo a breve andava a finanziarie attivi rischiosi ed a medio/lungo termine. La gestione delle ristrutturazioni e del rischio erano, soprattutto fuori dal Veneto, approssimative e lasciate alle singole filiali senza un controllo di gestione o una programmazione. La crescita veniva valutata maggiormente sul numero delle filiali più che sulla loro redditività, violando un concetto base aziendalistico, quello della profittabilità.

b) Nonostante questo la banca non era neppure particolarmente conveniente per i mutuatari: analizzando le situazioni di default l’ispettore notava che vi era una sproporzione fra rata e reddito, mostrando come la banca avesse concesso mutui completamente sproporzionati alle capacità del ricevente di ripagarli. Per “aiutare” i clienti  giungeva a strozzarli

c) Perfino le pratiche di ristrutturazione creditizia , anche in situazioni difficoltose, , raramente venivano intraprese dalla banca, ma si lasciava che fosse il cliente a cominciarle, naturalmente con capacità professionali variegate e diverse che venivano a farsi sentire sugli insoluti. La banca, in tutte le sue diramazioni, appariva impreparata, non professionale e passiva.

In generale la gestione dell’istituto appariva, già nel 2012 , arretrata, vetusta, personalistica e completamente inadeguata, con rischi elevatissimi e redditività praticamente azzerata. Gli ispettori avevano compiuto un ottimo lavoro. La direzione di Banca d’Italia sapeva benissimo che BPVI era gestita molto male. Eppure, invece di intervenire con un commissariamento, si è permesso prima di effettuare due aumenti di capitale a valutazioni azionarie folli, poi si è imposto un AD completamente inadeguato, Iorio, con un piano fallimentare che ha portato alla liquidazione degli istituti.  La situazione è ancora più grave perchè se il piano Iorio fosse anche riuscito le perdite per la cattiva gestione sarebbero state scaricate sulla collettività!

Insomma chi difende ora Visco o è in malafede o non conosce nulla degli omissis e degli errori del Governatore. L’indipendenza della Banca d’Italia è inutile se non viene accompagnata da capacità personali e da una guida etica rigida, soprattutto quando si tratta di denari del pubblico. Nelle crisi bancarie non si  riusciti a tutelare nè la credibilità del sistema creditizio, nè i valori degli azionisti e dei risparmiatori, nè l’immagine della stessa Banca d’Italia.

Il Governatore doveva aver già dato da tempo le dimissioni. Appare comico che a chiederle ora siano le stesse figure complici dei suoi errori. Spriamo che in soprassalto di dignità venga nominata una figura veramente forte ed indipendente verso tutti, anche verso le pressioni esterne a BI provenienti dal mondo politico e da quell’intreccio di interessi che è la BCE. Il PD si libera di Visco per cercare di far dimenticare il disastro bancario: bene, anzi ottimo, a quando il cambio ai vertici Consob e del MEF ? Perchè Consob fece ispezione sugli aumenti di capitale due anni dopo la chiusura, ed il MEF ha costruito il pessimo contratto di cessione di BPVI e VB ad Intesa. Quando pagheranno anche loro ?

scenarieconomici.it



   

 

 

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