Prodi fa rinascere l’Ulivo: con lui Bonino, Pisapia e Letta, Saviano portavoce-premier

Peggio di una peperonata mangiata a mezzanotte e mai digerita, torna lo spettro di un nuovo Ulivo. La minaccia avrebbe come padre nobile, neanche a dirlo, Romano Prodi, accompagnato da una brigata di transfughi del centrosinistra italiano, finalmente messi insieme sotto una sola bandiera per lo più rossa. Nel gruppo ci saranno personaggi della caratarura di Giuliano Pisapia, Emma Bonino, Carlo Calenda, senza tralasciare il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, candidato in pectore come sindaco di Napoli, e poi Enrico Letta e dulcis in fundo Roberto Saviano.

Nei piani del nuovo progetto ulivista, lo scrittore napoletano – appena condannato dalla Cassazione –  sarà la punta di diamante da far girare in tv e sui giornali con il ruolo di portavoce del movimento. Il suo esordio politico è previsto il 28 e 29 ottobre, quando ci sarà la convention a Roma che battezzerà il nuovo-vecchio contenitore politico. L’entusiasmo non manca tra i nuovi prodiani, anzi c’è chi si è fatto prendere la mano immaginando di vorrebbe usare Saviano come ariete per sfondare le porte del Pd e contendere al segretario Matteo Renzi la poltrona di capo del partito.

I vari Pisapia e Bonino rischiano di perdere l’occasione di puntare a Palazzo Chigi, alla luce soprattutto dei sondaggi recenti, vedi quelli pubblicato su Il Fatto quotidiano, che davano Saviano con un gradimento del 72%. Il momento è maturo per lo scrittore, non come anni fa, quando prima Fausto Bertinotti e poi Walter Veltroni cercarono di offrirgli un seggio in Parlamento per Rifondazione e Pd. Le simpatie di Saviano finora si erano rivolte al mondo grillino, ma il rapporto con il M5S si è frantumato con la provocazione di candidarsi contro Di Maio.

Cosa c’è da aspettarsi da un movimento politico di ispirazione prodiana guidato da Saviano è presto detto. Il programma si baserà su tre punti fondamentali, stando a quanto riporta Il Giornale: maglie più larghe per l’immigrazione, più aiuti alle Ong e liberalizzazione delle droghe leggere. Sono i temi da sempre cari all’autore di Gomorra, che sicuramente non faticherà a trovare sponde nel marasma di personaggi messi insieme dalla speranza prodiana di non perdere un posto al sole in Parlamento.

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