Oxford mette al bando l’associazione studentesca cristiana

di Francesco Curridori

La Oxford University ha proibito all’Unione cristiana (Uc), una delle più grandi associazioni studentesche, di partecipare con il suo stand all’annuale fiera delle matricole perché la fede cristiana “procura danno” dal momento che storicamente è stata come “una scusante per l’omofobia e certe forme di neocolonialismo”.

Freddy Potts, vicepresidente del comitato universitari, ha perciò scritto una mail alla rappresentante della Uc, Lucy Talbot, spiegando che:

“La nostra unica preoccupazione è che la vostra presenza possa estraniare i nuovi studenti. Questo tipo di alienazione o micro-aggressione è regolarmente ignorata come poco importante, specialmente quando non viene compresa bene dagli altri studenti, e inevitabilmente causa un ulteriore danno a quei gruppi che sono già i più vulnerabili e marginalizzati”.

Nell’email pubblicata dal Telegraph si legge che “l’influenza del cristianesimo su molte comunità marginalizzate ha procurato danno con i suoi metodi di conversione e le sue pratiche ed è ancora usata in molti luoghi come scusante per l’omofobia e certe forme di neocolonialismo”. La decisione del comitato universitario di escludere i cristiani è nata per evitare che, “non potendo garantire uno stand a ogni principale credo religioso”, uno studente di una fede non rappresentata”soffra” nel vedere che le altre abbiano un loro stand.

Molti studenti, – si legge ancora – soprattutto di colore o di altre fedi [rispetto al cristianesimo] potrebbero già sentirsi alienati e vulnerabili a Oxford, un’università con una pessima reputazione per quanto riguarda razzismo e mancanza di diversità, nonché una città che ha a malapena luoghi di culto appropriati per non cristiani”. Dunque, “nel nome della compassione, speriamo che sarete d’accordo con noi [nel voler evitare] un possibile danno a quelle matricole che sono già così gravemente svantaggiate”.

Dopo le proteste arrivate da gran parte del mondo accademico per la “violazione della libertà di espressione, libertà religiosa e di credo”, il college ha deciso di aprire a uno stand “multiconfessionale”, dal quale però è stata comunque esclusa l’Unione cristiana. Da notare inoltre che tra gli eventi a cui le matricole dovranno obbligatoriamente partecipare c’è ad esempio un “workshop LGBTQ+”.

La vicenda è ancora più grottesca se si considera, come ricorda il Corriere della Sera, che “la maggior parte dei college di Oxford venne fondata nel Medioevo ad opera di vescovi e monaci cristiani e al loro interno sono collocate splendide cappelle: che però sono state oggi riconvertite in spazi di preghiera e meditazione multiconfessionali. Anche il Balliol sorse nel 12634 sotto gli auspici del vescovo di Durham”.

IL GIORNALE



   

 

 

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2017 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -