Islam, Sesto San Giovanni: stop alla più grande moschea d’Italia

MILANO, 10 OTT – Il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni (Milano) ha approvato, con i soli voti contrari del Pd, la decadenza della concessione del diritto di superficie sull’ area di via Luini per la realizzazione di quella che era stata ribattezzata “la più grande moschea del Nord Italia”.

L’amministrazione ha preso atto – in seduta la scorsa notte – di una serie di gravi e ripetuti inadempimenti da parte del Centro Culturale Islamico rispetto agli impegni previsti nelle convenzioni del 2013 e del 2015. (ANSA)



   

 

 

1 Commento per “Islam, Sesto San Giovanni: stop alla più grande moschea d’Italia”

  1. Va sottolineato, a memento della politica dei Diritti dell’accoglienza, che le moschee non sono dei luoghi di culto nel senso che noi diamo alla cura delle pratiche religiose condivise, come per le nostre Chiese, ma luoghi di formazione della politica.

    È proprio su questo discrimine che gioca d’ambiguità la informazione mediatica, che sostiene la politica della costruzione delle Moschee, come una risposta di Civiltà del Diritto che il nostro Paese deve dare al sentimento identitario e spirituale nella possibilità della pratica del culto.

    In realtà, come spesso nella Politica, cui ci hanno abituato, l’ambiguità gioca sull’ignoranza dei cittadini.

    Dunque, per meglio chiarire, premetto che le società islamiche sono, con le relative sfumature, società teocratiche, che vuol dire, politicamente regolate dalla norma religiosa.

    Principio questo a fondamento indiscutibile di tutto il sistema sociale e civico, islamico!!

    È dunque la parola del Verbo coranico, interpretata e diffusa dai suoi Imam di moschea che istruisce sul da farsi politico e sulla giustizia amministrata dai suoi mofti, senza che vi sia possibilità di contestazione.

    Le personalità individuali e dunque le loro singole volontà, all’opposto della cultura cristiano-occidentale dell’Io, sono cooptate da un Io collettivo, e dunque da un Noi coranico, che si può notare anche nella scenografia della preghiera corale!

    Dare spazio alle Moschee significa dunque aprire non al culto del divino, ma alla fondazione della politica del collettivismo antitetico all’individualismo occidentale, che trascinerà il nostro Paese per secoli nel vortice di una insanabile incompatibilità tra due mondi che possono solo convivere nei loro distinti habitat storici!

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