Tonaca addio, ogni anno 1.000 sacerdoti lasciano la chiesa

Città del Vaticano, 9 ott. – Il rapporto con una donna, due figli, l’abbandono della tonaca: il caso di padre Oscar Turrion, spagnolo, fino allo scorso agosto rettore del collegio internazionale ‘Mater Ecclesiae’ dei Legionari di Cristo, è solo l’ultimo in ordine di tempo, fra quelli che sono assurti all’onore delle cronache. Ma in quarant’anni – anche se i dati complessivi, ricavati dalle informative delle singole diocesi pervenute al Vaticano, presso la Congregazione per il Clero e riferiti dall’associazione ‘Amici di Lazzaro’, sono relativi ai decenni che vanno dal 1964 al 2004 – sono stati circa 70.000 i sacerdoti che hanno abbandonato la tonaca, anche se poi in oltre 10.000 hanno ripreso il ministero religioso.

Anche se spesso i media hanno quantificato in circa centomila il numero dei preti che attualmente sono sposati, probabilmente il loro numero va ridotto di parecchie unità, a circa la metà, tenendo conto anche di chi nel frattempo è passato a miglior vita. In ogni caso, la proporzione delle defezioni è in leggero aumento, anche se non è paragonabile al ‘boom’ registrato negli anni Settanta. Si calcola che ogni anno lascino il sacerdozio in circa un migliaio, pari allo 0,26% del totale, praticamente uno ogni 400 preti. La metà di loro chiede la dispensa dagli obblighi derivanti dallo stato sacerdotale, ovvero il celibato e la recita del breviario. Nel 2000, ad esempio – ovvero l’anno del Grande Giubileo di Papa Giovanni Paolo II – si sono registrati 930 abbandoni di sacerdoti, mentre 89 sono stati reintegrati; sono state concesse 571 dispense, delle quali 68 prima dei 40 anni e 39 in punto di morte; mentre quelle concesse ai diaconi sono state 112. Nei cinque anni seguenti le cifre sono aumentate, ma non di molto e comunque con una tendenza al calo. Nel 2002, gli abbandoni sono stati 1.219 e i reingressi 71; nel 2004, ci sono stati 1.081 abbandoni e 56 reingressi; nel 2006, la Congregazione per il Clero ha ricevuto 804 richieste di dispensa.

Il numero più elevato proviene dagli Usa, seguiti nell’ordine da Italia, Spagna, Brasile, Polonia, Messico, Germania, Filippine, Argentina, India, Francia, Irlanda, Canada. Ovviamente, le cause degli abbandoni, almeno quelle dichiarate, sono molto varie e non si limitano ai preti ‘innamorati’ che poi si sposano.

La maggior parte delle richieste di dispensa è dovuta comunque a situazioni di instabilità affettiva, insieme ad altri fattori che finiscono per rendere la situazione di molti sacerdoti quasi irreversibile, ma non mancano casi di crisi di fede, di conflittualità con i superiori o di difficoltà con il magistero, depressioni e gravi limiti caratteriali.

In media, l’abbandono avviene dopo 13 anni di ministero. Si tratta di persone ordinate a 28 anni e che hanno 50 anni al momento della richiesta della dispensa, perché in genere attendono una decina di anni prima di chiederla. Il 50% di coloro che chiedono la dispensa sono perciò già sposati civilmente, il 15% sono in situazione di convivenza, mentre il 35% vivono da soli. (AdnKronos)



   

 

 

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