Sgozzate in nome dell’islam: oggi in Francia domani in Italia

di Aldo Grandi

Laura e Mauranne erano cugine, la prima aveva 21 anni, la seconda uno di meno. Era stata Laura a voler a tutti i costi scendere a Marsiglia per festeggiare il proprio compleanno con Mauranne. Come è andata a finire, ormai, lo sappiamo tutti.

Entrambe sono state uccise, sgozzate e accoltellate, da Ahmed Hanachi, 30 anni, un tunisino irregolare in Francia che aveva sette identità diverse e che era conosciuto dalla giustizia francese per reati commessi durante la sua permanenza in Francia. L’assassino era stato, in un recente passato, ospite da amici presso la città di Aprilia, provincia di Roma, dove vivono circa 9 mila immigrati, altrettante risorse umane secondo il linguaggio del presidente della camera ardente Laura Bodlrini.

Hanachi, un criminale di piccolo calibro, presumibilmente frustrato e senza futuro, ha pensato bene di riscattare il proprio fallimento immolandosi in nome di Allah e dell’islam. Seduto su una panchina di fronte alla stazione ferroviaria Saint-Charles di Marsiglia, si è improvvisamente alzato e ha prima sgozzato una delle due vittime, quindi l’altra che ha inutilmente tentato di fuggire.

Le due ragazze non hanno avuto scampo. Sono morte dissanguate. Inutili i soccorsi. I giornali italiani e in parte anche quelli francesi, si sono ben guardati dal parlare del clima di guerra civile a una dimensione esiste in Francia. Anzi, si sono subito preoccupati di smussare ogni reazione popolare o, per usare il politicamente corretto, populista. A dire la verità anche nei due paesi di origine delle vittime non ci sono stati grandi sommovimenti o reazioni se non un raduno con tanto di fiaccole per pregare e manifestare in silenzio il dolore e la vicinanza alle famiglie. Ormai la popolazione francese è stata narcotizzata ed è incapace di reagire a quello che sta accadendo. Sembra quasi sia pronta a subire come una bestia al macello.

Laura Paumier amava occuparsi degli altri, era una guida scout e frequentava la scuola per infermiera dopo essersi dedicata agli studi di medicina e psicologia. Frequentava la scuola Rockfeller de Lyon. Mauranne Harel era una ragazza di paese, Eguilles (Bouches-du-Rhône), un borgo di appena 8 mila anime. Conosciuta da tutti, amata da tutti per la sua gioia e quel suo sorriso speciali.

In questa quotidiana mattanza dove le vittime sono i cristiani, l’Anfiteatro la strada e i leoni i seguaci di Allah, colpisce il senso di impotenza e di rassegnazione che sembra albergare non soltanto tra la gente comune, ma, soprattutto, tra le autorità politiche, religiose, amministrative e anche militari. Ormai, e qui ha ragione Laurent Obertone, la Francia è vittima di se stessa e della rinuncia a difendere la propria identità.

L’omicida era un immigrato proveniente dalla Tunisia che era stato in Italia dove, però, non aveva colpito preferendo recarsi in Francia. Perché? Non lo sapremo mai. Sappiamo, però, che come anche un altro assassino, Anis Amri, autore della strage di Berlino ucciso dalla polizia a Sesto San Giovanni nei mesi scorsi, aveva trascorso diverso tempo nell’unico Paese dove questo Governo di fantocci bastardi protetti dalle guardie del corpo pagate da noi contribuenti, ha lasciato entrare cani e porci e dove il papa, ossia la massima autorità della Chiesa cattolica è, in realtà, il peggiore alleato dell’islam, vero e proprio cavallo di Troia dei musulmani nell’Occidente cristiano.

Nessun giornalista leccaculo del sistema ha voluto soffermarsi su queste due giovani donne – sempre loro, fateci caso, le principali vittime della violenza dell’Isis o di coloro che si immolano nel nome di Allah – nemmeno si trattasse di eventi accaduti nella lontana Papuasia. Nessun telegiornale schifosamente servile e servo di questa Sinistra lebbrosa e cancerogena, ha avuto tempo da dedicare a queste due ragazze che avrebbero potuto benissimo essere figlie di tutti noi in vacanza non certo figlie della Boldrini o dei parlamentari di questo sudicio Transatlantico che non affonda mai visto che la protezione e i privilegi che hanno questi non rappresentanti del popolo italiano è cosa da far rabbrividire.

Hanno preferito, i vermi del sistema informativo italiano, dedicarsi alla polemica americana sulle armi sì-armi no, mentre le donne sgozzate a due passi da noi, in costa Azzurra o giù di lì, non ci riguardano più di tanto. Peccato che Las Vegas sia solo un po’ più distante, in tutti i sensi, da Marsiglia e il problema, qui in Europa e in Italia, non è Trump e non sono le armi detenute in massiccia quantità oltreoceano, bensì la presenza di musulmani sempre più radicalizzati e, comunque, sempre più numerosi.

I soliti giornalisti mentecatti, foraggiati dal servizio pubblico o anche dal servizio privato, sperano sempre che non esistano contatti tra gli attentati e gli arabi, quasi la cosa li riguardasse direttamente o toccasse il loro portafoglio. Non sanno più nemmeno chiamare le cose con il loro nome per autocensura e paura di essere rimproverati dai politicanti da strapazzo di questa Repubblica dei miei coglioni. Invece i contatti ci sono, eccome. Il Governo italiano è corresponsabile dell’omicidio delle due ragazze, avendo aperto le frontiere a tutti e avendo ospitato l’assassino sul suo suolo per diverso tempo.

Dicono che non tutti i musulmani sono terroristi, ma ogni volta che qualche seguace di Allah perde la testa o si rende conto di non avere più niente da chiedere a questo mondo, sceglie di immolarsi uccidendo dei cristiani. Non è istigazione all’odio la nostra, ma solamente una constatazione. E ora veniteci anche a dire, come fanno in Francia i progressisti e la Gauche, che la colpa è della mancata integrazione e, quindi, nostra e di chi non fa abbastanza per loro. Pazzesco, ma è questo ciò che si sente dire giustificando tutto.

Oggi in Francia e domani, a partire dall’approvazione dello Ius Soli, in Italia. E saranno ancora le donne a patirne le conseguenze. Per prime. Donne che non hanno sentito nemmeno il bisogno di spendere due parole per queste ragazze. Già, ci sono morti di serie A e sono tutti quelli verniciati di rosso e morti di serie infima, ossia tutti gli altri.

Gli italiani viaggiano a fari spenti nella notte convinti che non potrà mai accadere a loro quel che sta accadendo da anni in Francia e altrove in Europa. Poveri illusi. Questo è soltanto l’inizio.

A proposito, ci piacerebbe sapere cosa ne pensano il Tambellin Man e le sue truppe cammellate fautori di una accoglienza spinta e, addirittura, da domenica pomeriggio, dello Ius Soli senza se e senza ma.

La Gazzetta di Lucca

 



   

 

 

2 Commenti per “Sgozzate in nome dell’islam: oggi in Francia domani in Italia”

  1. Povere figliole,scannate da un lurido verme.

  2. NON SONO AL CORRENTE IN FRANCIA . = IN ITALIA ERAVAMO SOGGETTI – NOI GIOVANI – AD ESIBIRE EENTUALE COLTELLINO – ROVESCIARE LE TASCHE . CHI AVELA IL COLTELLO A SCATTO O A MOLLA – VENIVA PORTATO AL COMMISSARIATO O QUESTURA. ALTRI AVEVANO IL COLTELLO A BOTTONE ,STILE : LA CAVALLERIA RUSTICANA (SICULA)
    HO DIMENTICATO DI DIRE C’ERA IL FASCISMO . ORA PER FORTUNA SIAMO LINERI E VENGONO A DARE A NOI UNA MANO CON I COLTELLI. QUALCUNO CON IL MACETE ALTRI CON LA MANNAIA. –
    (PER CHIAREZZA NON SONO UN NOSTALGICO DEL FASCISMO . MA QUELLO CHE è GIUSTO E’ GIUSTO ;

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