Ong, Minniti: le operazioni di “salvataggio” in mare continuano

Il ministro dell’Interno annuncia che “la prossima settimana insieme alla Farnesina” incontrerà “le Ong italiane e con loro ragioneremo se possiamo coordinare l’attività accanto alle operazioni di salvataggio in mare, che naturalmente continuano, e lavorare su un’iniziativa con le organizzazioni non governative direttamente in Libia per affrontare il tema dei diritti umani e delle condizioni di vita”.

“Sarebbe molto bello se ogni Ong italiana potesse impegnarsi su questo, è già lo stanno facendo, e adottare una Ong libica. Il mio impegno è costruire una rete di giovani libici impegnati in ong per far rispettare i diritti umani”.

E’ quanto scrive il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un intervento che apre l‘edizione 2017 del Libro dei Fatti , edito dall’Adnkronos.

“Affrontare insieme le sfide dei grandi flussi migratori riveste infatti una rilevanza strategica tenendo ben presenti due direttrici: il controllo dei flussi agendo su entrambe le sponde del Mediterraneo e favorendo l’inclusione sociale. L’Africa è lo specchio dell’Europa, per questa ragione è necessario uno sforzo comune in una sfida che si gioca anche fuori dai confini nazionali consolidando le democrazia nascenti, raffreddando i conflitti e favorendo il più possibile la cooperazione internazionale”.

“Considererò compiuto il mio compito quando vedrò cancellata la parola emergenza dai discorsi sull’immigrazione” ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, intervenendo poi alla festa del Pd torinese. “Il tema della migrazione è epocale e una grande democrazia di fronte a un processo epocale ha un unico modo per approcciarlo, non può inseguirlo ma cercare di governarlo e non con ricette da apprendista stregone”.

“Sui flussi migratori si gioca una partita cruciale – ha proseguito il ministro dell’Interno – innanzitutto quella del confronto tra destra e sinistra del mondo e poi quella che ha a che fare con il futuro della nostre democrazie. E – ha concluso Minniti – il futuro della democrazia non si gioca con un più o un meno 0,5% dei voti alle prossime elezioni ma con la stabilità della nostra democrazia e se il Pd non si cura del futuro della democrazia del Paese viene meno al nome che porta”.

ADNKRONOS

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