L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ricorda la strage di Vergarolla


TREVISO Il 18 Agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla (Pola, attuale Croazia), alle ore 14:15, una “mano assassina” fece esplodere 28 mine accatastate sulla spiaggia, e dichiarate innocue dalle autorità militari inglesi che reggevano la città. Era un giorno di festa, domenica, e si tenevano le tradizionali gare natatorie. Quindi la spiaggia era gremita quando si verificò un’esplosione catastrofica, oltre 100 i morti, di cui soltanto 64 furono identificati e circa 200 i feriti.

Fu la peggior strage italiana del dopoguerra. “Con questo gesto si voleva reprimere la volontà della gente istriana di difendere la propria terra dagli interessi contrastanti delle piccole e grandi potenze vincitrici: bisognava cacciare gli italiani in ogni modo. Tale tragico evento è stato riconosciuto e ricordato per la prima volta, a quasi 68 anni di distanza, anche dalla Camera dei Deputati con una cerimonia che si tenne nel Giugno 2014. Rimane una data in più per condannare il terrore e ricordarne le vittime innocenti” fa sapere l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Il Presidente ANVGD Comitato di Treviso Bruno De Donà afferma:

”A tanti anni di distanza un episodio del genere è motivo di dolore e rabbia, in quanto sottovalutato dalla cronaca storica, quasi un oblio per coprire mandanti ed assassini come del resto è avvenuto anche per le foibe”. “Come purtroppo accade, ancora oggi – ricorda Roberto Biffis Vice Presidente ANVGD Comitato di Treviso – in quel giorno tragico un terzo delle vittime furono bambini e tra questi anche i due figli del Dottor Micheletti che ciò nonostante continuò eroicamente ad operare per salvare i suoi concittadini martoriati dal vile attentato”.

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