Centrafrica: “50 cristiani sgozzati con la complicità delle forze ONU”

Juan José Aguirre Muñoz, 63 anni, è un vescovo comboniano di origini spagnole che vive nella Repubblica Centrafricana. Nella serata di martedì 8 agosto ha inviato al fratello Miguel drammatici messaggi email e whatsapp. Miguel li ha a sua volta girati ad alcuni vaticanisti di lingua spagnola.

Andrea Tornielli per la stampa

«Hanno attaccato una missione a 75 chilometri da Bangassou chiamata Gambo. Hanno sgozzato diversi uomini e bambini. I giovani musulmani non ascoltano nessuno e cercano lo scontro: si siedono proprio davanti alla cattedrale, perché nessuno possa passare. Sono tre domeniche che non possiamo aprire la cattedrale».

Monsignor Aguirre ha spiegato al fratello che la domenica si trasferisce in Congo per celebrare la messa dove ci sono 10.000 sfollati e ha detto di non aver fiducia nei soldati della Minusca, la forza coordinata dall’Onu con truppe africane.

A Gambo sono arrivate le milizie cristiane anti-balaka, «che l’altroieri hanno allontanato» i miliziani musulmani seleka, «però lunedì sono entrati i soldati egiziani della Minusca (ONU) che hanno mandato via gli anti-balaka e così i seleka sono tornati e hanno tagliato una decina di gole». Il vescovo ha detto di essere rimasto asserragliato insieme a tre suoi preti, tutti dotati di telefono. «Abbiamo bisogno delle vostre preghiere» ha scritto al fratello.

Poi un nuovo messaggio: «La missione di Gambo è stata saccheggiata, ci sono stati cinquanta morti». E in una successiva comunicazione Aguirre ha informato il fratello che anche la missione di Bema rischia di essere attaccata.



   

 

 

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