Charlie Gard, i genitori si arrendono: “per il piccolo è troppo tardi”

I genitori di Charlie Gard, il bimbo di 11 mesi affetto da una gravissima malattia degenerativa, hanno annunciato di voler rinunciare al trasferimento del figlio negli Usa per sottoporlo alle cure sperimentali. Lo ha reso noto l’avvocato di famiglia, aggiungendo che secondo la coppia “per il piccolo è troppo tardi, il danno è stato fatto”. Il padre ha affermato che “Charlie non vedrà il suo primo compleanno”, che è tra meno di due settimane.

Il legale dei genitori del piccolo Charlie, Grant Armstong, ha affermato nell’udienza all’Alta Corte di Londra che “non c’è più tempo” e che il danno ai muscoli e ai tessuti del bimbo di 11 mesi è “irreversibile”.

Consulto medico negativo – L’avvocato ha spiegato al giudice Justine Francis che il neurologo statunitense Michio Hirano ha detto di non voler più sottoporre il bambino alla terapia sperimentale a nucleosidi, dopo aver analizzato i risultati di una nuova risonanza magnetica, la scorsa settimana. L’esame ha mostrato che il bambino ha riportato danni irreversibili al cervello. “Il peggior incubo dei genitori è stato confermato. Adesso è troppo tardi per curare Charlie”, ha detto Armstrong.

Il giudice: “A Charlie va dato il permesso di morire con dignità” – I genitori di Charlie Gard discuteranno con l’ospedale Great Ormond Street di Londra il modo con cui il figlio Charlie debba morire, dopo aver rinunciato alla loro battaglia legale per trasferirlo negli Stati Uniti. Il giudice Francis ha detto che i genitori sono pronti ad accettare cure palliative per il piccolo a cui dovrebbe essere dato il permesso di morire con dignità.

“E’ tempo che vada e che stia con gli angeli”. Lo ha detto Chris, il padre di Charlie che ha aggiunto rivolgendosi direttamente al piccolo: “Siamo così addolorati per non essere riusciti a salvarti”. “Volevamo solo dargli una chance di vivere”, è invece il commento della madre durante l’udienza dell’Alta Corte britannica. tgcom24

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I genitori si sono trovati di fronte a una scelta drammatica che e’ stata quella di arrendersi alla malattia“. Lo ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Citta’ della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha commentato la decisione dei genitori del piccolo CHARLIE Gard di abbandonare la battaglia legale per le cure al figlio.

In un’intervista rilasciata questa mattina a Radio Uno, Bassetti ha sottolineato come “veramente in tutta questa vicenda, in queste settimane, abbiamo condiviso che c’e’ qualcosa di piu’ della ragionevolezza giuridica e clinica”. “Abbiamo anche constatato – ha aggiunto – nuove disponibilita’ fra diversi medici al confronto per riconsiderare la possibilita’ di un’opzione terapeutica straordinaria. E mi sembra che tutto questo poteva essere fatto”. Ora “aspettiamo la fine” del piccolo malato terminale, ha proseguito il presidente della Cei.

“A questo punto – ha ammonito – devono essere rispettati i diritti di CHARLIE, che dev’essere accompagnato e curato nel naturale decorso della malattia”. “Non puo’ essere disidratato, non puo’ essere privato del cibo. Tutte le cose che si fanno normalmente per curare un malato – ha concluso il cardinale – devono essere fatte anche nella sua condizione terminale”. (AGI)



   

 

 

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