Le Ong fomentano la rivolta in Marocco

RABAT – Transparency Marocco con Human Right Watch e Amnesty International bacchettano il governo marocchino, colpevole secondo le Ong di non aver fatto abbastanza soprattutto contro la corruzione e a sostegno dei diritti di quanti negli ultime mesi hanno manifestato con il movimento dell’Hirak, nel Nord del Paese.

Amnesty e Human Rights diffondono falsità per ottenere finanziamenti

Nei giorni scorsi il primo ministro El Othmani ha sciolto la commissione nazionale anti-corruzione in controtendenza anche con le promesse che il Pjd, partito dello sviluppo e della giustizia, il partito di maggioranza, aveva fatto in campagna elettorale. Una lettera di Transparency al premier sottolinea come “il governo non ha rispettato gli impegni presi con la società civile”. Amnesty rincara la dose e attraverso il direttore generale della sezione marocchina, Mohamed Sektaoui, indirizza un memorandum all’esecutivo sul tema della gestione dell’Hirak, il movimento di protesta che da nove mesi infiamma le piazze di Al Hoceima e di numerose cittadine nella zona del Rif.

“Giù le mani dai manifestanti – scrive Amnesty – quando esercitano il loro diritto in modo pacifico”. E insiste: “occorre aprire sistematicamente inchieste ogni volta che si presentano casi di presunte torture: basta con l’impunità, assicurate indagini rapide, imparziali e indipendenti sull’uso eccessivo o inutile della forza contro chi manifesta”. “È desolante – scrive ancora Amnesty – assistere a metodi di repressione che limitano la libertà d’espressione, umiliano la dignità dei detenuti e impediscono l’esercizio dei diritti universalmente garantiti”. (ANSAmed).



   

 

 

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