Basta! La Chiesa non può servire Dio e Mammona

di Danilo Quinto

Sono proprio contento che Emma Bonino possa parlare in una Chiesa, quella dedicata a San Defendente, a Ronco di Cossato, vicino Biella, il prossimo 26 luglio, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2017, per presentare la campagna ERO STRANIERO – L’umanità che fa bene, alla quale ha aderito anche papa Bergoglio. Parteciperà Walter Massa, coordinatore nazionale della commissione immigrazione dell’ARCI e modererà il parroco, don Marco Marchiori, di Una Chiesa a più voci.

La grande italiana, come l’ha definita papa Bergoglio, si rivolgerà ad un pubblico di presumibili credenti cattolici. Sono stati proprio loro, in larghissima parte, a consentire che la sua ideologia da pensiero unico si affermasse nel nostro paese in tutta la sua devastante potenza. Perché hanno votato, condiviso e praticato le leggi che quell’ideologia ha proposto, propagandato e, infine, ottenuto. Hanno divorziato. Hanno abortito. Hanno usato i sistemi contraccettivi. Hanno concorso all’obiettivo, raggiunto e superato, di eliminare 6 milioni di esseri umani nel corso di 40 anni. Sono di sicuro favorevoli alle proposte radicali che vorrebbero vietare la sepoltura dei bambini non nati, alla prese di posizione della leader radicale contro l’obiezione di coscienza dei medici che non vogliono praticare gli aborti, alle sue dichiarazioni a favore delle politiche antinataliste delle organizzazioni internazionali, fatte in nome di un boom demografico che imporrebbe, secondo lei, il rientro dolce della popolazione mondiale. Sono d’accordo – anche in ragione dell’identificazione, operata di recente da Bergoglio, tra Gesù Cristo e il migrante, contraria al Vangelo e alla Verità e alla sua incredibile adesione alla campagna politica Ero straniero – alle argomentazioni di Emma Bonino sul declino demografico, che giustificherebbe oggi (!) l’afflusso dei migranti nel nostro territorio, tanto da dichiarare che

«noi avremo bisogno, tanto per essere in equilibrio tra anziani e forza lavoro, di 160.000 nuovi ingressi l’anno per i prossimi dieci anni (in realtà, sono stati 181.000 nel 2016 e con il trend di quest’anno supereranno questa cifra di almeno il 10%, n.d.a.). Ce la vogliamo mettere in testa questo si o no?».

Tutti pronti a dire sì, questi presumibili e perfetti credenti cattolici, compreso il parroco che la ospita, compreso il consiglio pastorale, compreso il vescovo che è stato sicuramente informato dell’iniziativa?

Accettiamo scommesse, anche se le scommesse non ci piacciono. In un paese dove l’ideologia del pensiero unico è riuscita a far approvare la legge che equipara i figli nati dall’incesto ai figli nati nel matrimonio, la legge sul divorzio breve, la legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso; in un paese che tace rispetto all’imminente approvazione della legge sul testamento biologico, che è usbergo all’eutanasia o a quella sulla legalizzazione delle droghe cosiddette leggere, che prelude alla legalizzazione di tutte le droghe; in un paese che consente che i nostri figli siano indottrinati nelle scuole sull’ideologia del gender; in un paese che lascia 8 milioni di italiani in una situazione di povertà, quasi 5 dei quali in povertà assoluta, tra i quali milioni di bambini e consente che le politiche mondialiste sulla necessità di accogliere e integrare dominino l’intero sistema mass-mediatico e agitino le giornate di un ceto politico incapace e di una Chiesa quasi del tutto secolarizzata, prostrata e asservita ai desideri del mondo, non ci si deve e non ci si può meravigliare più di nulla. Tanto meno del fatto che Emma Bonino raccolga il consenso della maggior parte degli italiani.

Precedo l’obiezione: Emma Bonino potrà aver fatto tante cose non buone, ma se ne dice o ne fa una buona, questa si può condividere e si può dialogare con lei. Gesù insegna che nessun dialogo è possibile con coloro che non amano Suo Padre, anche se per ipotesi astratta costoro praticassero una sola cosa giusta nel bel mezzo della loro condotta riprovevole.

Dice il Vangelo di Giovanni (17, 6-11):

«Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscite da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro, non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi».

Commentava in maniera cristallina il cardinale Giacomo Biffi:

«Il termine “mondo” evoca un’oscura opposizione all’amore fattivo di Dio per le sue creature; un’opposizione che resterà sempre operante e malefica fino alla venuta gloriosa del Signore. È  quindi una realtà in aperto contrasto con l’iniziativa divina di riscatto e di elevazione dell’uomo; una realtà irrimediabilmente ottusa, incapace di accogliere il mistero della giustizia, della misericordia, della paternità del Creatore: “Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto” (17, 25). È  dunque qualcosa di irredimibile, tanto che il Salvatore di tutti e di tutto può tranquillamente affermare: “Io non prego per il mondo”. Non ha nulla in comune con Cristo, e perciò non può avere nulla in comune con quelli che sono di Cristo, poiché tutto è avvolto in un unico odio spaventoso: “Il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo” (17, 16). Essere “nel mondo” ma non “del mondo”: è il dramma del “piccolo gregge”, che è fatalmente sempre alle prese con questo enigma di malvagità, ma deve evitare di avere con esso la minima consonanza; ed è anche l’implorazione più accorata che si eleva dal cuore del nostro unico vero Pastore: “Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno” (17, 15). Il “mondo” come umanità che attende di essere raggiunta dall’amore salvifico del Padre (e quindi ogni uomo) ci induce ad avere instancabilmente nei suoi confronti ogni simpatica attenzione e ogni generosa apertura. Invece il  pensiero dell’esistenza del “mondo” come antitesi a ogni salvezza scoraggerà ogni dialogo spensierato con le ideologie deliberatamente anticristiane, con l’intrinseca cultura della negazione e del niente, con i programmi spregiudicati e astuti di soffocare la voce e la libertà della Chiesa».

Questa è la voce di Gesù. Questa è la voce dei pastori fedeli alla parola del Verbo. Questa è stata la voce della Chiesa da sempre. Se c’è una Nuova Chiesa che vuole tessere dialoghi con pubblici peccatori che non hanno nessuna intenzione di convertirsi e non professano pubblico pentimento dei loro peccati, mostrando di non sapere che tra il credente e il non credente può esistere dialogo solo se questi mostra di accogliere la verità, questa non è la Chiesa fondata da Cristo.

Come dicevo all’inizio, sono però contento: viviamo i tempi della conta finale ed è giusto che in vista della conta finale, sia chiaro a tutti dove sta il bene e dove sta il male. Da questo punto di vista, mi auguro solo che in quella Chiesa, il 26 luglio, per rispetto di Cristo, si porti via il Santissimo Suo Corpo e si spenga la luce del Tabernacolo. Sarebbe certamente d’accordo San Defendente, militare romano che nel IV secolo preferì il martirio all’abiura della sua fede. Lui sapeva che Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona (Mt 6, 24).

Danilo Quinto



   

 

 

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