Le Ong sfidano la UE, continueranno a prelevare “migranti” in Libia

Codice di condotta per le ong che operano nel Mediterraneo e miglioramento delle condizioni dei centri di detenzione per migranti in Libia: sono due punti sui quali hanno concordato i ministri dell’Interno di Italia, Francia e Germania. Tuttavia le Ong annunciano: continueremo a salvare i migranti. ONG,

CONTINUEREMO A SALVARE – Il ministero dell’Interno italiano lavora ad una serie di regole per fare ordine sull’attività delle navi umanitarie. Tra le ipotesi, l’obbligo di far salire a bordo la polizia giudiziaria ed il divieto di approdare sulle coste libiche. Ma le organizzazioni non ci stanno. “Noi – assicura Loris De Filippi, presidente di Medici senza frontiere Italia – continueremo a salvare vite in mare.

L’Europa potrebbe occuparsi direttamente con Frontex e Eunavformed dei soccorsi non lasciando che il 30-35% venga fatto dalle ong. Ci opporremo a richieste di far salire a bordo ufficiali di polizia giudiziaria”. Sulla stessa linea il Moas di Christopher e Regina Catrambone, attiva in mare con la Phoenix.

“Abbiamo sempre operato – sottolinea – sotto il coordinamento della Guardia Costiera e nel rispetto del diritto internazionale del mare che prevede l’obbligo di prestare soccorso in mare a ogni natante in difficoltà, indipendentemente dal fatto che questi possa trovarsi in acque internazionali o territoriali”. ansamed



   

 

 

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