CETA, Federconsumatori: un danno immenso per il Made in Italy e per i consumatori

FEDERCONSUMATORI – Si sono tenuti due importanti incontri in merito alla ratifica del CETA: il primo con la III Commissione Esteri al Senato, presieduta dall’On. Casini, il secondo con il Presidente del Senato Pietro Grasso.

In commissione abbiamo illustrato le criticità che abbiamo rilevato in relazione alla ratifica del trattato di libero scambio con il Canada, in relazione a 4 principali aspetti.

Il primo riguarda il principio di precauzione, che non è previsto né tantomeno tutelato dal CETA: mentre in Europa se un’azienda deve commercializzare una sostanza, è prima tenuta a dimostrare scientificamente che questa non provochi alcun danno, in Canada, così come negli Stati Uniti, avviene esattamente il contrario. In questo senso l’accordo sancisce un cambiamento nettamente peggiorativo in termini di tutela della salute del consumatore. E’ antistorico passare da politiche di prevenzione a politiche risarcitorie.

Altra forte criticità riguarda le clausole di risoluzione delle controversie tra investitori e Stato, la cui adozione consente a gruppi privati di ricorrere ad un arbitrato internazionale qualora vedano i propri investimenti messi a rischio da provvedimenti varati dai governi. In questo modo viene istituito una sorta di tribunale sovranazionale, limitando la possibilità stessa, da parte dello Stato, di adottare leggi di interesse pubblico che tocchino gli interessi e i guadagni delle aziende.

Da non sottovalutare, inoltre, è la questione delle denominazioni italiane DOP e IGP. In base ad un criterio che non è stato reso noto, sono stati selezionati 41 prodotti italiani tutelati dal CETA: questo significa che le restanti 248 denominazioni Made in Italy restano escluse, senza alcuna tutela.

Rimane aperta, inoltre, la questione che riguarda i probabili rischi per il mondo del lavoro. L’accordo infatti non prevede disposizioni vincolanti in merito alla sicurezza del lavoro, all’incremento dell’occupazione, alla tutela della salute e alla sostenibilità sociale e ambientale.

Tutti elementi di forte criticità che si aggiungono al mancato coinvolgimento della società civile rispetto ad un trattato che ha un fortissimo impatto sui cittadini, sulla qualità della vita e sulla qualità dei consumi.

Al Governo abbiamo chiesto, pertanto, una modifica dei punti deboli del trattato, che riporti in primo piano i diritti e la sicurezza dei cittadini.

Abbiamo sottolineato come sia inconcepibile, inoltre, un’approvazione frettolosa quando, in Francia, pende un ricorso sulla costituzionalità di tale trattato.

La III Commissione ha preso atto delle nostre posizioni e, molti componenti della stessa, hanno concordato con noi cu come non esista una vera urgenza per la ratifica.

Nella stessa giornata si è tenuto l’incontro con il Presidente del Senato Pietro Grasso, sulla base del documento firmato dalle Associazioni sindacali, ambientaliste e dei consumatori. In tale occasione abbiamo sollecitato il Presidente Grasso ad attuare una moral suasion affinché non vi sia fretta nella ratifica del trattato. Il Presidente ha prestato grande attenzione alle criticità ed alle posizioni che abbiamo espresso nell’ambito dell’incontro, dicendosi consapevole della necessità di un esame attento e scrupoloso da parte del Parlamento. Il Presidente Grasso si è inoltre detto sicuro che le ragioni espresse dalla delegazione non rimarranno inascoltate dal Parlamento. Da parte sua non lo saranno di certo.
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