Comunali Lampedusa, la star dell’accoglienza non comprende la sconfitta

Abbiamo creduto che fosse necessario andare avanti e invece si è deciso di tornare indietro. E’ possibile che non siamo stati capaci di far comprendere ai nostri concittadini tutto questo?“.

Giusi Nicolini non nasconde la sua delusione per la cocente sconfitta subita a Lampedusa, dove è arrivata solo terza dopo il vincitore, Salvatore Martello, che sarà il nuovo sindaco delle Pelagie, e Filippo Mannino. “E’ molto più probabile che la legalità, la sostenibilità ambientale, il forte cambiamento impresso nell’azione amministrativa, abbiano ottenuto il risultato di compattare interessi che vogliono ostacolare il futuro diverso che stavamo costruendo. Lo vedremo, lo vedranno”, dice Giusi Nicolini all’Adnkronos.

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“Abbiamo restituito dignità al Comune, ai cittadini e ai diritti, con un lavoro di ripristino di legalità e faticosissima opera di regolamentazione, lotta alla corruzione, risanamento finanziario – dice ancora Giusi Nicolini – Dico questo perché so bene che l’azione dell’Amministrazione che ha cambiato ruolo e immagine di Lampedusa, non è pienamente conosciuta all’esterno. Rimaneva e rimane tanto lavoro da fare, per un altro futuro. Se avessi avuto paura della sconfitta, sarebbe stato sufficiente scegliere di non ricandidarmi. Invece ho scelto di farlo, forte del lavoro fatto, per riuscire a portare a compimento il durissimo lavoro di riscatto di queste isole bellissime, avviato nel maggio del 2012, quando Lampedusa, icona dell’invasione, era conosciuta come la Porta dell’Inferno”.

“Oggi Lampedusa e Linosa sono cresciute nel turismo più di ogni altra località turistica italiana e siciliana, hanno sconfitto la condizione emergenziale degli sbarchi e sono diventate un faro nell’Europa dei muri e nel cimitero Mediterraneo, un esempio di coraggio e umanità – aggiunge ancora Giusi Nicolini – Nel corso di questi 5 anni abbiamo attraversato la storia e indicato il futuro, denunciando la responsabilità dell’Europa per le troppe stragi di vite umane in mare”.

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E ricorda: “Qui sono arrivati Il Papa, il Presidente della Repubblica, due Presidenti del Consiglio, il Presidente della Commissione Europea e il Presidente del Parlamento Europeo. Alcuni si sono inchinati davanti alle bare del 3 ottobre, altri davanti al coraggio di queste popolazioni”.

Per concludere: “Oggi le nostre isole sono conosciute, pensate, amate in tutto il mondo e i bambini e i giovani di Lampedusa avranno presto un campo di calcio realizzato con fondi privati come gesto di solidarietà verso gli abitanti di queste isole di frontiera”.  (con fonte ADNKRONOS)



   

 

 

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