Sottomissione. A Manchester cantano “Don’t look back in anger”

“Don’t look back in anger”. La folla di Manchester ha incredibilmente intonato un canto sulle parole della leggendaria band locale, i re del britpop Oasis, nella piazza della città dopo un minuto di silenzio per ricordare le 22 vittime della strage di lunedì sera.

Nella città britannica nota in tutto il mondo per la sua storia musicale i “mancunians” hanno lanciato il loro messaggio, che sembra una specie di resa, di sottomissione al terrorismo, che ha ucciso teenager innocenti a un concerto pop. Una donna che stringeva un mazzo di fiori ha cominciato a cantare, imitata dagli altri presenti, che a loro volta hanno invitato tutti a “sing up”. Una scena pietosa, grottesca; qualcuno si faceva i selfie, un altro ha anche esultato alla fine del canto, battendo le mani. Gente inebetita dalla propaganda che non sa piu’ distinguere il bene dal male.

Un minuto prima le campane della chiesa di St Ann avevano suonato su una piazza silenziosa, poi un’ondata di applausi che è diventata un coro. Il grido di un uomo “We love Manchester!” ha segnato la fine del tributo musicale, seguito da altri applausi emozionati.

Tra i soliti orsacchiotti, caramelle, palloncini la piazza ha espresso solidarietà. “MCR più forte dell’odio, non cede alla paura” e ancora “La Città di Manchester è united” si legge su un altro, che fa riferimento al club di calcio di fama mondiale.

Sottomissione totale



   

 

 

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