Business migranti, il prete arrestato organizzava fiaccolate antimafia

Don Edoardo Scordio, il parroco di Isola Capo Rizzuto sottoposto a fermo nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro, è balzato agli onori della cronaca negli anni Ottanta per le sue eclatanti iniziative contro le cosche mafiose che dominavano nel territorio, promuovendo fiaccolate e pronunciando omelie in piazza, spesso in occasione dei funerali di persone uccise in agguati di tipico stampo mafioso.

Nel 2004 – scrive il giornale –  nell’ambito di un convegno promosso dalla parrocchia di Isola Capo Rizzuto, si fece promotore di un documento divulgato in tutto il paese dal titolo “il decalogo della libertà dalla ‘ndrangheta e dalla sua cultura di morte”. Un anno dopo venne fatto oggetto di una intimidazione: ignoti lasciarono un rudimentale ordigno esplosivo sotto la sua abitazione.

Negli atti dell’operazione “Jonni” contro il clan Arena, Scordio appare come uno dei registi del sistema che avrebbe consentito alla cosca di Isola capo Rizzuto di intascare i soldi destinati all’assistenza dei migranti nel Cara di Isola. A Scordio, sempre secondo la Dda di Catanzaro, sarebbero stati erogati indebitamente 132.000 euro nel solo anno 2017 a titolo di prestito/contributo e pagamento di note di debito “per servizi di assistenza spirituale”.



   

 

 

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