Delrio: mi sono occupato di Banca Etruria perché era mio dovere

“Sono Graziano Delrio. Le volevo dire che sono io l’autore della telefonata alla Popolare dell’Emilia Romagna”. E’ il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, a spiegare, in una intervista telefonica a ‘La Stampa’ di essere lui il ministro del governo Renzi a essersi mosso per cercare di salvare Banca Etruria. Ma di averlo fatto per la vicenda Banca Etruria, quando era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio”.

“Non ho nulla da nascondere. Mi sono occupato di Banca Etruria come mi sono occupato di Ilva, di Alitalia e tante altre crisi che rischiavano di avere impatti occupazionali, industriali o, come nel caso di Etruria, per i risparmiatori – dice -. Sono certamente uno di quelli che aveva sul tavolo tutte le crisi aziendali. Il mio ruolo all’epoca, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, era quello di accompagnare i ministri competenti nella gestione di queste crisi. In questa veste, ho chiamato Caselli – spiega Delrio in riferimento alla telefonata all’allora presidente della Bper – e ho chiesto informazioni sulle intenzioni di Bper per Etruria. La risposta fu che era stata esaminata ma Bper aveva deciso di non andare avanti”

“Nessuna pressione ma una semplice richiesta di informazioni”, puntualizza Delrio. “Ricordo tra l’altro che il governo in quei giorni stava preparando il decreto sulle popolari”, aggiunge sottolineando ancora di essersi occupato del problema “con i ministri competenti e la Boschi non era tra i ministri competenti. Per quanto mi riguarda, non mi vergogno di essermi occupato di questa vicenda – dice ancora il ministro – come non mi vergogno di essermi occupato di tutte le altre crisi che ho esaminato in quel periodo”.

La presa di posizione di Delrio ha fatto alzare la voce al MoVimento che, dopo aver annunciato a Camera e Senato mozioni parlamentari di censura per il comportamento della Sottosegretaria Boschi alla luce delle rivelazioni giornalistiche di Ferruccio De Bortoli, ora chiede di far partire subito iniziando con Etruria la commissione parlamentare di inchiesta sulle banche il cui via libera definitivo è in programma a fine mese da parte dell’aula della Camera.”Il conflitto d’interessi del governo – denunciano in una nota i capigruppo pentastellati Roberto Fico e Carlo Martelli – è sempre più chiaro. Oggi scopriamo che dopo Maria Elena Boschi anche Graziano Delrio si era interessato per salvare Banca Etruria. Un intero governo in movimento per la banca della famiglia Boschi. Basta mezze verità, serve subito approvare la commissione d’inchiesta sulle banche. Solo così sarà possibile ascoltare tutti i soggetti protagonisti delle rivelazioni di questi giorni, fra cui anche Graziano Delrio”. (askanews)



   

 

 

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