Libia: No al piano migranti siglato con l’Italia

Nuove elezioni in Libia entro marzo 2018 e scioglimento di tutte le milizie armate. Spiragli di pace nel paese nordafricano diviso al proprio interno tra il governo di Tripoli del premier riconosciuto dall’Onu Al Sarraj e quello di Tobruk (Est Libia) retto dal generale Khalifa Haftar.

Secondo i media arabi i due leader si sarebbero anche accordati per porre le forze armate sotto il controllo di un nuovo consiglio presidenziale. Nel vertice svolto ad Abu Dhabi si sarebbe infatti raggiunto un accordo preliminare comprendente, tra l’altro, la riduzione del Consiglio Presidenziale a 3 membri, la classificazione di alcune organizzazioni come terroristiche, lo scioglimento delle milizie e il rifiuto dell’accordo sui migranti con Italia ed UE.

In una nota diffusa da al Sarraj si legge: “E’ stato raggiunto un accordo per l’avvio di un dialogo complessivo per realizzare una riconciliazione nazionale” confermando la volontà di unire gli sforzi per superare gli ostacoli che hanno impedito l’esecuzione dell’accordo politico apportando delle modifiche all’accordo stesso. “Ci siamo accordati su una tregua al sud, sulla fine dei combattimenti e sulla necessità di trovare una soluzione alla situazione economica e finanziaria dello Stato”.

Proprio la formazione di un nuovo organismo politico che affiancherebbe, fino a sostituirlo, l’attuale Consiglio presidenziale di Tripoli, metterebbe in standby tutti i patti contratti da Tripoli con l’Italia, primo fra tutti quello sulla gestione dei migranti e la presenza delle forze di sicurezza italiane in territorio africano.

L’accordo prevede infatti di porre fine alle interferenze straniere negli affari dell’esercito e della sicurezza, una situazione iniziata sin dalla caduta del regime di Gheddafi con l’operazione sostenuta da Nato.

Nel frattempo fonti locali parlano di 800.000 persone già ammassate sulla costa libica pronti a salpare verso l’Italia. E benché l’Europa abbia preparato la guardia costiera libica per cercare di impedire il flusso di migranti in tutto il Mediterraneo e l’ONU stai cercando di sviluppare una guardia presidenziale, i combattimenti tra i centri politici rivali e le numerose milizie alleate hanno reso tali piani quasi totalmente vani.

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