Italiane scappano in Svizzera per prostituirsi, rappresentano il 20%

Non sono solo i giovani laureati a fuggire dall’Italia in cerca di lavoro all’estero, a fare la valigia adesso ci sono anche tante «bocca di rosa» in fuga verso il Canton Ticino dove la prostituzione è legale e anche più redditizia. Sono le seconde, per nazionalità, a esercitare il mestiere più vecchio del mondo nella vicina e tollerante Svizzera italiana, precedute dalle romene (che rappresentano il 64% dell’offerta) e seguite dalle spagnole (il 9%).

A rivelarlo sono le ultime statistiche del dipartimento Tratta e Sfruttamento degli esseri umani della Polizia cantonale elvetica, che tra le sue attività si occupa anche di censire il numero di prostitute. Lo scorso anno a chiedere il permesso sono state in 300, il 20% delle quali italiane, il 3% in più rispetto al 2015 quando presentarsi agli uffici della Polizia cantonale erano state in 343.

Per esercitare in maniera indipendente la professione basta un documento d’identità, dimostrare di avere un contratto di affitto valido e nessun carico pendente, se si è in regola basta pagare 100 franchi (poco meno di 100 euro) e attendere qualche giorno. Non c’è l’imbarazzo della lingua visto che la maggior parte dei clienti nella maggior parte dei casi sono loro stessi italiani, in cerca di trasgressione dall’altra parte del confine. […]

Roberto Canali per www.ilgiorno.it/



   

 

 

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