Ultima cena in versione gay, esplode la polemica a Salerno

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Ultima cena in versione gay, divampa la polemica a Salerno per la locandina pubblicitaria di un evento notturno.

Forza Italia e Popolo della Famiglia condannano e chiedono l’annullamento della manifestazione, gli organizzatori e Arcigay si difendono: “Provocazione, ma chi ci critica lo fa solo per visibilità”.

La locandina è apparsa nei giorni scorsi nel capoluogo campano per pubblicizzare una serata in un noto locale cittadino. Cogliendo l’assonanza con la ricorrenza religiosa del Giovedì Santo, gli organizzatori hanno intitolato l’evento “Ultima Cena” e riprodotto, in chiave gay, il capolavoro di Leonardo da Vinci. Nella scena si vedono uomini intenti a scambiarsi effusioni più o meno spinte attorno al Cristo ritratto con l’aureola e i tatuaggi.

Per il Popolo della Famiglia è un atto da condannare: “Mentre è ancora caldo il sangue dei Cristiani massacrati in Egitto per mano assassina, Salerno si prepara a fare strage di rispetto e buon gusto. E così – si legge in una nota pubblicata sui social dai rappresentati del movimento politico vicino a Mario Adinolfi -, nel giorno dei Sepolcri, giovedì Santo, qualche blasfemo animatore della vita notturna giovanile ha pensato bene di organizzare in un noto locale un evento “L’ultima cena” per strumentalizzare le immagini e le ricorrenze sacre. Una serata che ha come immagine di richiamo una scena in cui si ritrae Gesù Cristo in un’ultima cena gay. Sarebbe bello se proprietari e gestori annullassero la serata in segno di rispetto dell’intera comunità e delle sue tradizioni”.

Forza Italia come riporta Il Mattino, valuta così i fatti: “Gli organizzatori non sono né blasfemi, né alternativi ma semplicemente fuori luogo ed irriguardosi. Sono certo – aggiunge – interverranno i titolari del locale e le istituzioni della città. Ci sono gli estremi per farlo. La religione cristiana nulla ha da spartire con le istanze gender. Chiedere rispetto per la propria libertà vuole dire dare attenzione anche a quella degli altri”.  IL GIORNALE

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