Mutui agevolati per i musulmani: Appendino scatena la polemica

Mutui su misura, senza interessi. Strumenti sharia compliant che rispettino le regole della finanza islamica. Il tutto in attesa che sbarchi presto in città la prima banca islamica d’Italia. Per il sindaco grillino di Torino, Chiara Appendino, è un questione di «inclusione sociale».

Intervistata da Maria Latella su Sky, il primo cittadino ha ricordato che la «finanza islamica non è solo possibilità di raccogliere opportunità economiche, con finanziamenti in infrastrutture e aziende, ma è anche un tema di integrazione». L’attenzione è rivolta alle 50mila persone di religione musulmana che vivono a Torino e che, secondo la sindaca, tengono i soldi sotto il materasso perché in Italia non esistono sportelli islamici fedeli ai dettami religiosi. Gli stessi che impediscono loro di «comprare case», visto che i mutui sono vietati dal Corano insieme a qualsiasi strumento finanziario che comporti degli interessi passivi. Per questo motivo, il Comune studia delle alternative su misura, delle «possibilità di accedere al credito senza violare le prescrizioni del Corano permettendogli di acquistare una casa o di aprire una attività».

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I musulmani, da secoli, comprano case in tutto il mondo, senza problemi.

Forse la Sindaca – nonostante sia laureata alla Bocconi – non lo sa, ma nei paesi islamici esistono sia banche islamiche che banche convenzionali. Anzi, a dire la verità le banche convenzionali rappresentano la maggioranza della banche nel mondo musulmano.

Lo spiega  Sherif El Sebaie su Panorama

Quelle “islamiche” sono una minoranza, e in alcuni paesi – come il Marocco – sono comparse solo recentemente. Nell’ultimo rapporto della Ernst&Young, il “World Islamic Banking Competitiveness report 2016”, si dice chiaramente che persino nei paesi del golfo e del sudest asiatico, dove la finanza islamica è forte, questa non supera un terzo del mercato. E in Indonesia, il paese islamico più popoloso, con più di 200 milioni di musulmani, la fetta di mercato della finanza islamica non supera il 5%. In altre parole, la Sindaca può stare tranquilla: non è che se non ci sono le banche islamiche allora i musulmani smettono di avere conti correnti.



   

 

 

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