Terremoto, solidarietà UE? Germania e altri 5 Paesi chiedono di diminuire gli aiuti

Sono stati sei, a quanto si apprende, gli ambasciatori Ue che hanno votato per abbassare al 90% la proposta della Commissione europea di consentire il finanziamento al 100% con fondi Ue della ricostruzione post terremoto. Ad avanzare le riserve sulla proposta della Commissione, appoggiata anche dal Parlamento europeo, sono stati Germania, Finlandia, Danimarca, Austria, Regno Unito e Svezia.

BRUXELLES – La riunione degli ambasciatori dei 28 ha rivisto al ribasso la proposta della Commissione Ue che consentiva il finanziamento al 100%, con i fondi europei, delle spese di ricostruzione nelle aree colpite da terremoto e altre calamità naturali, portandolo al 90%. Vari Paesi hanno avanzato riserve chiedendo infatti che si mantenesse un’aliquota di co-finanziamento nazionale. Il compromesso trovato ha fissato la quota nazionale al 10%. Ora la palla passa al Parlamento europeo.

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“Siamo scandalizzati, ci sono Paesi che hanno deciso di andare a lucrare in una situazione del genere”. E’ quanto afferma il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli in un forum dell’ANSA dopo che il Consiglio ha rivisto al ribasso la proposta della Commissione Ue che consentiva il finanziamento al 100% con fondi europei delle spese di ricostruzione post terremoto. La misura era stata approvata dal Parlamento, ricorda Sassoli, “cioè dai cittadini europei”. “Ne parleremo sicuramente nella prossima sessione a Strasburgo – prosegue Sassoli -, invitiamo il presidente Juncker a rilanciare la proposta e farsi forte del sostegno ottenuto dal Parlamento. L’egoismo dei governi non lo superiamo se non con un po’ più di unità tra Parlamento e Commissione.

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“Una discussione assolutamente surreale”, ha commentato il Rappresentante permanente italiano, l’ambasciatore Maurizio Massari. “E’ evidente a tutti che la proposta della Commissione, che abbiamo molto apprezzato, era un atto importante di solidarietà politica nei confronti delle nostre popolazioni terremotate: ma non aggiungeva nuovi fondi, non introduceva nuovi criteri per lo stanziamento, e soprattutto non andava ad inficiare i pilastri della politica di coesione”, ha proseguito l’ambasciatore. “Insomma: non si trattava di una questione di soldi (l’ammontare di fondi Ue assegnato resta uguale), ma di principi. Se si vuole dimostrare solidarietà politica in circostanze così tragiche, questa solidarietà deve essere piena, non ha senso circoscriverla con la contabilità. E’ come dire: siamo, come europei, solidali al 90%. Ma che senso ha? Abbiamo perso un’ottima occasione per dare un segnale chiaro, semplice e forte a tutti i cittadini europei, che come mai in questo momento storico hanno un profondo bisogno di essere rassicurati sul senso e sui valori dell’Unione europea”, ha concluso Massari.

ANSA EUROPA



   

 

 

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